Venerdì, 17 Marzo 2017 08:59

Parte la sperimentazione 5g in cinque città, c'è anche L'Aquila

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Area metropolitana di Milano, Prato, L’Aquila, Bari e Matera; sono queste le cinque città che faranno da battistrada in Italia per la sperimentazione sul 5G.

Sarà una sperimentazione pre-commerciale e nell’ultimo anno (2020) sarà possibile fornire il servizio a utenti solo fino all’1% della popolazione residente sull'area interessata con l’obbligo di comunicare la natura sperimentale del servizio agli utenti, previa informativa al Ministero dello Sviluppo economico.

È quanto si legge, sul sito del Mise, all’interno dell’avviso pubblico relativo ai progetti per la sperimentazione del 5G.

Da qui quindi inizia il cammino di quella che rappresenterà ben più di un upgrade del 4G, la telefonia mobile di ultima generazione la cui copertura in Italia, stando all’ultimo report della Commissione europea “Digital Scoreboard”, raggiunge l’86% delle abitazioni in media.

Il 4G rappresenta ancora un passaggio in fieri. Il 5G è però riconosciuto unanimemente un punto di svolta per la trasmissione “superveloce” di dati in mobilità. Si parla infatti di una tecnologia che dovrebbe consentire una velocità di 20 Gigabit al secondo in download e tempi di latenza di 4 millisecondi. Dall’Internet delle cose (IoT) con i suoi oggetti connessi alla sanità, all’energia (contatori e lampioni intelligenti), all’automotive (in futuro le auto senza guidatore e in un primo momento sensori per il traffico), fino a Industry 4.0 (automazione industriale high tech al massimo livello), gli ambiti di utilizzo sono molteplici.

Nel suo Action Plan per il 5G la Commissione europea ha invitato gli Stati membri ad individuare entro il 2018 almeno una città dove avviare la sperimentazione del 5G. "Vogliamo essere nel gruppo di testa. L’Italia – spiega il sottosegretario allo Sviluppo economico Antonello Giacomelli – accetta la sfida europea ed anzi rilancia. In queste 5 città italiane mettiamo a disposizione le frequenze e chiediamo agli operatori interessati e a quanti vogliono con noi scommettere sul futuro di presentare i loro progetti. Il pubblico fa per intero la sua parte e chiediamo ai protagonisti del mercato di fare la loro creando business e opportunità che concorrano a far crescere l’Italia".

Le città, come si legge in una nota del Mise, sono state selezionate sulla base dei criteri relativi alla distribuzione geografica, alla capillarità di connessione ultraveloce, alla disponibilità di frequenze nella banda 3.700-3.800 MHz. Questo per quanto riguarda Milano, Prato (con il suo distretto industriale) e Bari. In aggiunta ci sono L’Aquila (in fase di ricostruzione, con un grado di cablatura ovviamente notevole) e Matera (che sarà capitale europea della cultura nel 2019). Possono partecipare al bando operatori tlc, ma anche Università, enti e centri ricerca, imprese e pubblica amministrazione.

Le domande potranno essere presentate entro il 15 maggio e i progetti saranno selezionati entro fine luglio per questa sperimentazione che durerà fino al 2020, anno in cui con la liberazione delle frequenze a 700 MHz prenderà il via concretamente il 5G in Europa. Al di là dell’uso delle frequenze 3.700-3.800 MHz, le frequenze “madre” per il 5G saranno proprio quelle appartenenti alla banda 700 MHz che i broadcaster televisivi dovranno abbandonare entro il 2020. Proprio ieri il Parlamento europeo e la Commissione Ue con una decisione comune hanno definito i criteri di liberazione della banda 700 MHz. Gli stati membri dovranno presentare i loro piani nazionali di attuazione entro il 30 giugno 2018 e potranno far slittare la scadenza di realizzazione al 2022 solo per "motivi debitamente giustificati".

 

 

Palumbo: "Una grande notizia per la nostra città"

"L'Aquila è una della città (assieme all'area metropolitana di Milano, a Prato, a Bari e a Matera) in cui saranno sperimentati la rete e i servizi della tecnologia 5G. Si tratta di una grande notizia per la nostra città, di un progetto che fonda le sue radici alla Festa dell'Unità dello scorso settembre con la partecipazione del sottosegretario allo sviluppo economico Antonello Giacomelli [Leggi qui l'intervista] a cui vanno i miei sentiti ringraziamenti per la serietà, la competenza e la sensibilità dimostrata nel prendere a cuore le mie richieste, offrendo così alla città dell'Aquila una importante opportunità".

Si legge in una nota del capogruppo del Partito Democratico, Stefano Palumbo. "Il 5G non è semplice evoluzione, in termini di velocità ed efficienza, della rete mobile 4G, ma si propone come piattaforma di un ambito nuovo per la tecnologia e per l'innovazione, che apre le porte a possibilità, sperimentazioni e prospettive che riguardano applicazioni future, persino strumenti e oggetti che oggi non esistono. Si parla di servizi innovativi (dall'Internet delle cose, alla sanità, all'energia, fino alla cosiddetta industria 4.0) che cambieranno profondamente il modo di vivere e di spostarsi dei cittadini o il modo stesso di produrre da parte delle imprese. Ci sono possibilità enormi sul fronte dei servizi che potranno essere sviluppati e sarà volano di crescita per il nostro sistema produttivo".

La sperimentazione durerà fino al 2020 e si baserà sulla presentazione di progetti, che saranno valutati sia rispetto alla parte infrastrutturale che a quella dei servizi che saranno sperimentati. "Il bando non è quindi rivolto solo agli operatori delle telecomunicazioni ma anche ad altri soggetti di livello nazionale ed internazionale che vogliono sperimentare servizi con la tecnologia 5G, ad  università, enti e centri di ricerca, incentivando il coinvolgimento di Piccole e medie imprese locali, startup ed enti pubblici".

Il risvolto per la competitività della nostra città è evidente trattandosi di un impulso decisivo per la strategia di rilancio e sviluppo seguita dal 2009 ad oggi, "incentrata sull'infrastrutturazione della smart city, sul potenziamento innovativo dei processi industriali e sullo sviluppo di sinergie tra la città, l'Università il Gran Sasso Science Institute, i Laboratori del Gran Sasso e l'istituto di Fisica Nucleare", aggiunge Palumbo.

"Nel progetto e nell'idea di città che stiamo costruendo, l'innovazione e la tecnologia non solo devono avere diritto di cittadinanza ma devono giocare un ruolo di primo piano. Il dibattito adesso deve incentrarsi sui modi e gli strumenti migliori da approntare perché questa grande potenzialità possa tradursi in risorse, opportunità, lavoro e quindi occupazione". 

 

 

Ultima modifica il Venerdì, 17 Marzo 2017 14:53

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