Lunedì, 09 Dicembre 2013 22:25

'L'Aquila città aperta'. Seconda puntata: ''La ciccia"

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La ciccia sono i soldi. I soldi della ricostruzione. Nelle indagini della 1a Sezione Criminalità Organizzata della Questura dell'Aquila, contenute nell'informativa inviata alla Procura Distretturale agli inizi del giugno 2011 e al centro della nostra inchiesta, emerge chiaramente l'indifferenza con cui l'allora assessore alle Opere pubbliche, Ermanno Lisi, tenti di distrarre i fondi pubblici destinati alla ricostruzione. Almeno stando a quanto ricostruito dagli inquirenti, con intercettazioni telefoniche e ambientali.

Come detto, nulla di penalmente rilevante. Il procedimento, infatti, è stato archiviato. Le intercettazioni, però, svelano un intreccio di rapporti poco chiari - e assai pericolosi, in particolare a L'Aquila - tra mondo politico, imprenditori edili, costruttori e professionisti. Una zona d'ombra di nessuna moralità.

Abbiamo raccontato - nella prima puntata di questa inchiesta - il montaggio della gru fantasma. Per un solo pomeriggio, dal 14 al 15 dicembre 2010. Si legge nell'informativa, con il solo scopo di gonfiare le spese dei lavori per lucrare sui finanziamenti.

In un'altra circostanza che solleva una decisiva questione morale ed etica, l'assessore Lisi si prodiga per impedire ad una cittadina di presentare subito la richiesta di contributo per la sua abitazione. Perché? A leggere quanto scrivono gli inquirenti, la proprietaria di un noto ristorante cittadino - nel novembre 2010 - stava per affidare la progettazione e la ristrutturazione del suo appartamento, inserito in un aggregato, all'ingegner Rolando Mariani e all'impresa edile del fratello escludendo così dall'affare Lisi, Ciccone e Ciotti. E l'Assessore non poteva accettarlo perché - stando alll'informativa della 1a sezione Criminalità Organizzata - dalle opere avrebbe tratto un guadagno di 200mila euro.

E' il 10 novembre del 2010. Lisi è al telefono con l'imprenditore edile Carlo Ciotti.

Carlo: "Si però [nome della proprietaria dell'abitazione, che d'ora in avanti chiameremo Paola per questioni di privacy] è d'accordo con Mariani, se l'è tirata..."

Ermanno: "allora noi dobbiamo telefonare a Mariani e gli dobbiamo dire: 'non puoi fare la trattativa truffa su un lavoro nostro. Il lavoro a te, te lo abbiamo dato noi!"

Carlo: "Ermà questo è quello da fare, bravo..."

Ermanno: "Oh!... o cazzo... allora domani mattina insieme lo chiamiamo..."

Carlo: "Si"

Ermanno: "io, tu e Ciccone e gli diciamo: 'caro Mariani, queste cose non si fanno, questo è un lavoro che ti abbiamo passato noi e la ditta è di Carlo Ciotti'..."

Carlo: "Si"

Ermanno: "e cazzo"

Carlo: "più che noi, io... nel caso di Paola io, in particolare..."

Ermanno: "nel caso tu... giustamente... il tecnico glielo hai passato tu, Mariani. Mariani non può stare a fregare alla cassa"

Carlo: "si perché ha impaurito quella traditrice di Paola dicendogli che non gli esegue i lavori"

Ermanno: "è ma un figlio di puttana... perché questo non può fare così. Domani mattina lo chiamiamo. E... ma tu a Mariani gliel'hai dato tu quissu?"

Carlo: "E'"

Ermanno: "quello di Paola, gliel'hai dato tu a Mariani?"

Carlo: "Ermà... Chi glielo ha dato quello di Paola?.."

Ermanno: "Oh, e allora...no, io non me lo ricordo se chi..."

Carlo: "ora te lo ricordo io, allora, Ninnì!... Ninnì senti a me..."

Ermanno: "ma allora Ninnì domani mattina..."

Carlo: "Paola c'ha un altro progettista, tu mi hai detto... devi dì a Paola che lo dobbiamo fare noi... io ho detto: 'Paola lo devo fare io'. E per quello la ringrazio!... ha mandato via [Ciotti fa il nome di un ingegnere e di un architetto dell'Aquila]..."

Ermanno: "Oh! Bravo ed abbiamo fatto noi il progetto..."

Carlo: "Ma grazie a me, però..."

Ermanno: "Lo hai fatto tu. Allora domani mattina lo chiamiamo insieme, lo chiamo io... anzi ci parlo prima io e poi ti passo a te..."

Carlo: "si"

Ermanno: "ed io gli dico: 'caro Mariani, qua questi giochetti non si fanno con noi, perché il lavoro te l'ha passato Carlo Ciotti e la ditta era Carlo Ciotti, non possiamo giocare'... Io non gli dirò al ricatto, perché..."

Carlo: "... questo che io voglio! E'...?

Ermanno: "E'!... non gli posso dire al ricatto per telefono, non possiamo giocare a passare la ditta ad un'altra ditta quando la ditta iniziale è Carlo Ciotti, che ci ha passato il lavoro..."

Passano soltanto due giorni e Lisi telefona di nuovo a Ciotti. Per raccontargli che Paola, la proprietaria dello stabile, l'ha chiamato tutta eccitata perché, in mattinata, verrà consegnato il progetto. Il problema è che bisogna evitare che la progettazione e la ristrutturazione vengano affidati all'ingegner Mariani e alla ditta del fratello.

Ermanno: "... in tarda mattinata andiamo a consegnà, io non gli ho detto niente che non si può consegnà..."

Carlo: "certo"

Ermanno: "...e così poi quando non si può consegnare, gli dico... guarda Paola... io questa cosa l'avevo già... la sapevo, ma credo che questo signore, quest'ingegnere, non ci capisce un cazzo..."

Carlo: "... è..."

Ermanno: "... e lo metto sotto il piano che questo formalmente non ci capisce niente e poi dico la ditta che dovrà fare i lavori è Ciotti..."

Poi, Lisi lascia intendere più chiaramente cosa vuole proporre a Paola: "... io poi gli dico questo va fatto... si, l'aggregato è pronto... lo dobbiamo solo consegnare... il discorso che questa deve capire che non può fare da sola...".

Sono le 8:44 del mattino. Qualche ora dopo, alle 13:02, Lisi e l'architetto Pio Ciccone vengono intercettati mentre discutono in macchina. E parlano ancora di Mariani e del fratello che, a quanto dicono, stanno tentando di sottrargli il lavoro.

Ermanno: "il condominio è tutto di Carlo Ciotti, porco dinci, 'da ecco a pè fino sotto'..."

Pio: "esatto"

Ermanno: "tutto di Carlo Ciotti, ci stiamo pure noi dentro, quando uno cazzo si deve mettere dentro una cosa di queste, no, es.. noi che dobbiamo fare il lavoro, tu non ti puoi mettere in mezzo con il fratello, mo a prescindere... "

Pio: "... no, no..."

Ermanno: "... lascia perdere..."

Pio: "è una forzatura..."

Ermanno: "per quello sto a dire, tu puoi metterti e... e a me mi giustifichi... a me non mi giustifichi un cazzo, a me per culo non mi prendi..."

Pio: "e lo so... ma poi proprio sugli aggregati..."

Ermanno: "poi sugli aggregati, oh..."

Pio: "su altri dici, va beh..."

Ermanno: "no ma una cosa scorretta Ciccone e che ci sta la ciccia, questi là ci guadagnano 200mila euro, Ciccò..."

Pio: "e no!"

Ermanno: "allora siccome io non sò fesso e manco tu, a voglia che ci giriamo intorno... vuoi mangià! non mangi da solo frà! perché comunque l'aggregato e il mio, inc... e uno, due... noi insieme e abbiamo detto e presente... se tuo fratello vuole fare qualche lavoro, nostro..."

Pio: "esatto"

Ermanno: "dicello... com'è che non ti ha detto mai niente e poi dice che il fratello sta pieno di lavori e ti prendi questo lavoro, ma che cazzo stai a parlare veramente con... chi... che vuoi fare il puritano... comunista quando tu sei peggio... peggio degli altri... allora a me questo da fastidio..."

Pio: "e ho capito... ho capito"

Ermanno: "Mariani (si accavallano le voci) mi ha detto mio fratello è pieno di lavoro mica ha bisogno di questo qua e allora che cazzo te lo sei preso a fare... cioè tu mi dici che è pieno di lavoro però te lo prendi tu 500mila euro come... che secondo me, mo fa... mo per esempio quei cristiani e... inc [incomprensibile]... io vorrei vedere come ha fatto il computo metrico di Paola, ma tra poco lo dobbiamo vedere..."

Pio: "come no..."

Ermanno: "e, dagli uno sguardo Ciccò... inc [incomprensibile]... anche perché uno se gli deve dare una risposta gli dice frà, ma tu stai a fare il puritano del cazzo, quando a quello che volevi far prendere a tuo fratello, mo a prescindere se lo prende o non lo prende, hai fatto questo... ma che pensi che siamo stupidi noi?"

Pio: "no, no..."

Ermanno: "no, perché sembra cazzo... alla fine stiamo a passare per fessi noi, perché lui pensa che noi siamo più fessi, perché se tu fai prendere un cantiere a tuo fratello di 500mila euro e mi dici che sta pieno di lavoro e noi gli abbiamo offerto pure il lavoro se voleva qualche aggregato a tuo fratello, allora tu il lavoro con tuo fratello lo puoi prendere da solo, per non farci entrare quello e ti dev... prend... perché non ci deve dare la percentuale pure a noi, io glielo dico, ma sto lavoro come cazzo lo stai a fare... tu, i soldi, o siamo in un discorso complessivo..."

Pio: "è certo..."

Ermanno: "è non vuoi far prendere il 10%, lo vuoi prendere tu... tutte ste cose... inc [incomprensibile]... il 10% sono 50mila euro..."

Pio: "... inc [incomprensibile] ..."

Ermanno: "no, ma io voglio dire Pio, ma perché li dobbiamo perdere... tu tieni i figli, io tengo una famiglia come tieni una famiglia tu e come la tiene pure... Mariani, e come la teniamo noi, ma scusa il lavoro è mio e tu mi stai a fregare pure i soldi miei, ma vaffanculo... seriamente, poi dici che uno si incazza... no perché io mi faccio pure... inc [incomprensibile]... il fratello di Mariani si incamera tutto lui, si incamerano tutto loro..."

Sarebbe questo il modus operandi di Ermanno Lisi, scrivono gli inquirenti. Disposto a tutto, si legge nell'informativa inviata alla Procura Distrettuale, pur di rastrellare più lavori possibili nell'ambito della ricostruzione. Nonostante ricoprisse il ruolo, assai delicato, di assessore alle Opere pubbliche del Comune dell'Aquila. Come detto, nulla di penalmente rilevante. Sono vicende assai preoccupanti, però.

Qualche mese prima della vicenda dell'aggregato conteso, è il 17 aprile 2010, in una telefonata intercettata dagli inquirenti, l'assessore Lisi e l'architetto Ciccone parlano di una pratica concernente la ricostruzione post terremoto di una abitazione classificata 'B', a Coppito. La ditta esecutrice dei lavori è l'impresa individuale di Carlo Ciotti. Il professionista che ha curato la pratica, a leggere quanto riporta il Comune dell'Aquila, è proprio l'ingegnere Rolando Mariani. Che qualche mese dopo, scatenerà le ire di Lisi. Scrivono gli inquirenti: "dai fatti, si è appurato che Lisi e Ciccone hanno seguito sia la fase preparatoria, progettazione e presentazione della richiesta dei lavori, che quella successiva alla loro esecuzione, realizzati tramite la ditta loro 'associata' di Carlo Ciotti, per i quali è stato concesso un contributo statale pari a 160.908 euro, esattamente quanto richiesto". Nello specifico della vicenda, emerge che il proprietario dell'abitazione avrebbe dovuto, di proposito, danneggiare un bagno perché il suo rifacimento era già stato inserito da Ciccone nella pratica dei lavori. L'architetto Ciccone chiama al telefono l'assessore Lisi e lo informa che deve andare dal proprietario dell'abitazione per informarlo che deve iniziare a rompere il bagno. Sono le 8:40.

Pio: "ahh, dobbiamo andare a [nome del proprietario dell'abitazione] pure..."

Ermanno: "ma che dobbiamo andare a fare da [nome del proprietario dell'abitazione]..."

Pio: "gli dobbiamo andare a dire che deve incominciare a rompere il bagno"

Ermanno: "ma lo deve rompere lui... ma non ci deve andare Carlo Ciotti..."

Pio: "ci deve andare Carlo Ciotti... lo deve cominciare a fare insomma... i primi lavori da fa è il bagno... mette le mattonelle al bagno..."

Ermanno: "ma non lo sa... ma lo devi gestire tu o Carlo Ciotti quesso"

Pio: "questo lo devo gestire io..."

Ermanno: "ahh"

Pio: "perché già va messo alla cosa... eh"

Ermanno: "uhh... perché [nome del proprietario dell'abitazione] non lo voleva fare il bagno"

Pio: "no... non lo so che voleva fare... ma siccome sta messo alla contabilità lo dobbiamo fare..."

Ermanno: "lo devi fare si..."

Pio: "e sta messo pure ai lavori"

Ermanno: "se s'è messo s'è messo...".

 

Domani, la terza puntata della nostra inchiesta

Ultima modifica il Martedì, 10 Dicembre 2013 23:17

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