Martedì, 02 Dicembre 2014 07:30

L'Aquila: ai piedi del Gran Sasso un palasport nuovo di zecca. Mai aperto

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Il palazzetto dello sport "Papa Giovanni XXIII" Il palazzetto dello sport "Papa Giovanni XXIII"

Lo sentiamo come un mantra ormai da anni: lo sport può e deve contribuire alla rinascita sociale dell'Aquila. Anche se talvolta si tratta di un assioma strumentale a interessi di parte, è innegabile che sia una grande verità. In un territorio comunale vasto come quello aquilano, il nono in Italia per grandezza (quattro volte quello di Milano, per intenderci), l'attività sportiva di base rappresenta un collante sociale forte, soprattutto tra i più giovani.

Per questo si lanciano in pompa magna progetti avveniristici, finanziati da governi anche esteri, come il nuovo palazzetto dello sport che dovrebbe – il condizionale è d'obbligo – servire la parte ovest della città.

E ad est? Ai piedi del magnifico Gran Sasso d'Italia, nel triangolo più popoloso di tutto il comprensorio (Paganica-Bazzano-Monticchio, fino a San Gregorio) le opere incompiute rappresentano ormai una triste consuetudine: non solo il famigerato centro polivalente di Paganica, infatti, è al centro dei malumori di cittadini e associazioni del territorio, ma esiste anche un'altra struttura che – non essendo di proprietà né competenza del Comune dell'Aquila – fa parlare di sé troppo poco: il palazzetto dello sport "Papa Giovanni XXIII".

La struttura [vedi fotogallery in basso] si trova a Paganica, sulla via per Pescomaggiore. Un edificio inaugurato, con tanto di taglio di nastro e cotillon il 23 giugno 2012, come recita anche una targa all'esterno. Più di due anni fa. Un palazzetto moderno e centrale, se si considera la densità abitativa dell'area. Una struttura praticamente pronta, con tanto di canestri, tribune e tabellone elettronico. Un palazzetto nuovo, funzionante e mai aperto. Ma andiamo con ordine.

Dopo il sisma del 2009 la Caritas di Bergamo, di intesa con le istituzioni locali bergamasche, si adopera per finanziare e costruire un palazzetto dello sport, da donare all'Arcidiocesi dell'Aquila. La struttura viene inaugurata, come detto, all'inizio dell'estate 2012. Ma per l'apertura mancano dei lavori obbligatori per legge, come gli scavi antincendio. Nel frattempo, però, la Biffi Costruzioni – impresa del bergamasco incaricata di realizzare i lavori dai donatori – fallisce. L'opera viene terminata, a proprie spese, dall'impresa aquilana Armido Frezza, che deteneva il subappalto. Intanto il tempo passa e giungiamo all'autunno 2014, con un'opera inaugurata due anni fa e mai valorizzata, che spunta come un'astronave tra l'erba alta della campagna di Paganica.

Lo sport come fattore di rinascita sociale, dicevamo. A Paganica è da sempre attivo l'associazionismo sportivo di base, che ha prodotto negli anni anche eccellenze di un certo rilievo, come la locale squadra di rugby, che milita attualmente in Serie B e ha un passato ancora più glorioso. Poi, c'è una squadra di calcio costretta da troppo tempo ad andare a giocare nella vicina frazione di San Gregorio, a causa della mancanza di un campo sportivo, pure finanziato e previsto dalla Fgci ma mai, finora, realizzato. E, infine, sempre all'interno della Polisportiva Il Moro, che include la squadra di calcio, c'è l'area pallavolo, la cui casa dovrebbe essere proprio il "Papa Giovanni XXIII".

"Ci alleniamo tre volte a settimana, andando a San Demetrio (paese del Medio Aterno a 10 km da Paganica e a più di 20 dalla periferia ovest dell'Aquila, ndr), dove giochiamo attualmente le partite in casa – afferma sconsolato Massimo Volpe, allenatore della squadra di volley femminile – fino a poco tempo fa ci allenavamo in una struttura privata a Monticchio, ma è troppo oneroso per noi". Non c'è solo la prima squadra di volley femminile (che milita in Serie D) ma anche una ottantina di ragazze e ragazzi che animano i vivai giovanili, provenienti dall'Aquila, ma anche dagli stessi paesi del comprensorio a est. Il problema non è di poco conto, perché a breve potrebbe riuscire a far disaffezionare il vivaio del Moro e anche il pubblico sugli spalti.

Ma ora che, a due anni dall'inaugurazione, intorno all'area pare siano stati ultimati i lavori per la normativa antincendio, perché il palazzetto continua a marcire tra polvere ed erbaccia? Parrebbero mancare alcune carte burocratiche legate alle utenze, almeno a sentire il consigliere comunale di Paganica Daniele Ferella: "A quanto mi risulta (ma la struttura, ripetiamo, non è di proprietà del Comune dell'Aquila, ndr), è stato pagato l'allaccio per l'energia elettrica a Enel – afferma Ferella – ora occorre aspettare che la società recepisca la richiesta di allaccio e i porti i contatori".

Al di là dei lavori alla struttura e delle utenze, rimane il nodo – dirimente – della gestione. E' un problema frequente, per utilizzare un eufemismo, nell'Aquila post-sismica: si costruiscono, a causa di generose donazioni, strutture polivalenti in taluni casi all'avanguardia, senza che si abbia la capacità (in primis economica) di gestirle. Anche in questo caso, infatti, l'Arcidiocesi dell'Aquila, ereditiera e proprietaria del palazzetto di Paganica, non si esprime ancora pubblicamente sulla sua gestione.

Quanti mesi dovranno ancora passare, prima che le associazioni sportive perdano iscritti, venendo meno alla loro fondamentale funzione sociale?

Le foto del Palazzetto dello Sport "Papa Giovanni XXIII"

Palasport Pagan...
Palasport Pagan...
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Palasport Pagan...
Palasport Pagan...
Palasport Pagan...
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Ultima modifica il Martedì, 02 Dicembre 2014 13:35

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