Mario Pizzola ricorda Fulco Pratesi
03 Marzo 2025 - 09:44:09
Fulco Pratesi, che ci ha lasciato alcuni giorni fa, non è stato solo un
grande ecologista ma anche tanto altro: architetto, scrittore,
divulgatore, illustratore e politico. Antesignano della lotta per la
protezione della natura, amava raccontare come avvenne la sua
trasformazione da cacciatore ad ambientalista. Aveva 29 anni quando,
durante una partita di caccia in Turchia, si trovò davanti un’orsa con i
suoi tre piccoli orsacchiotti. Fu allora che, di fronte a tanta
meraviglia e bellezza, capì come fosse assurdo sopprimere la vita dei
nostri amici animali per puro divertimento. Buttò così il fucile alle
ortiche e nel 1966 fondò il WWF Italia del quale è stato per molti anni
presidente nazionale e che oggi ha più di 100 oasi con oltre 30.000
ettari tutelati.
Ho avuto la fortuna di conoscere Pratesi negli anni Novanta, quando lui
era parlamentare dei Verdi ed io militante nello stesso movimento,
dapprima come consigliere provinciale e comunale e poi come portavoce
regionale. Ricordo i suoi modi gentili e la sua disponibilità di fronte
alle richieste di aiuto per la difesa del territorio. Qualcuno lo
sbeffeggiava come “protettore degli uccellini”, ma Pratesi è stata una
persona che aveva una grande capacità di dedicare le sue competenze e il
suo impegno ai tanti aspetti della tutela dell’ambiente e di promuovere
stili di vita sostenibili.
Come la lotta per cercare di salvare la ferrovia Sulmona – Carpinone.
Quando i Verdi abruzzesi organizzarono un treno speciale con una sorta
di manifestazione itinerante, lui aderì e fu in prima linea per la
riuscita dell’iniziativa. Fu poi promotore di un incontro a Roma con i
vertici delle Ferrovie Italiane. Quel giorno c’era imbarazzo tra noi
perché il tempo passava e Pratesi non si vedeva. Finché lo vedemmo
arrivare ansante sulla sua bicicletta. Quando chiesi il suo supporto
per denunciare lo scempio di una grande cava ad Ofena lui arrivò con una
troupe del Tg3 e il servizio fu visto in tutta Italia. Accettò poi senza
indugi di partecipare ad un’assemblea pubblica, sempre ad Ofena, pur
avendo tante altre richieste da ogni parte d’Italia.
Se oggi il nostro Paese può vantare circa il 15 per cento del territorio
protetto lo dobbiamo, in particolare, anche a Fulco Pratesi. Egli è
stato uno dei più ardenti sostenitori della istituzione dei nuovi Parchi
nazionali, e questa sua passione l’ha profusa nei dieci anni in cui è
stato presidente del Parco nazionale d’Abruzzo. Tra le sue campagne
spiccano quelle per salvare il lupo appenninico, il cervo sardo, il
castoro nella pianura padana e l’orso bruno marsicano. Pratesi ha
insegnato che tutelare la biodiversità animale e vegetale è il
presupposto fondamentale per cercare di avere un mondo più vivibile.
Salvare gli animali e le piante significa salvare la stessa vita umana.
Un insegnamento ancora più necessario oggi, quando constatiamo che
l’ambientalismo è sotto attacco, il negazionismo climatico si espande
sempre di più, le guerre non solo mietono centinaia di migliaia di
vittime innocenti ma infliggono danni irreparabili all’ambiente e la
politica è sempre più succube degli interessi economici di poche grandi
multinazionali che, pur di perseguire i loro profitti, non si rendono
conto che stanno portando il nostro pianeta verso il collasso.
Sulmona, 3 marzo 2025.
Mario Pizzola
grande ecologista ma anche tanto altro: architetto, scrittore,
divulgatore, illustratore e politico. Antesignano della lotta per la
protezione della natura, amava raccontare come avvenne la sua
trasformazione da cacciatore ad ambientalista. Aveva 29 anni quando,
durante una partita di caccia in Turchia, si trovò davanti un’orsa con i
suoi tre piccoli orsacchiotti. Fu allora che, di fronte a tanta
meraviglia e bellezza, capì come fosse assurdo sopprimere la vita dei
nostri amici animali per puro divertimento. Buttò così il fucile alle
ortiche e nel 1966 fondò il WWF Italia del quale è stato per molti anni
presidente nazionale e che oggi ha più di 100 oasi con oltre 30.000
ettari tutelati.
Ho avuto la fortuna di conoscere Pratesi negli anni Novanta, quando lui
era parlamentare dei Verdi ed io militante nello stesso movimento,
dapprima come consigliere provinciale e comunale e poi come portavoce
regionale. Ricordo i suoi modi gentili e la sua disponibilità di fronte
alle richieste di aiuto per la difesa del territorio. Qualcuno lo
sbeffeggiava come “protettore degli uccellini”, ma Pratesi è stata una
persona che aveva una grande capacità di dedicare le sue competenze e il
suo impegno ai tanti aspetti della tutela dell’ambiente e di promuovere
stili di vita sostenibili.
Come la lotta per cercare di salvare la ferrovia Sulmona – Carpinone.
Quando i Verdi abruzzesi organizzarono un treno speciale con una sorta
di manifestazione itinerante, lui aderì e fu in prima linea per la
riuscita dell’iniziativa. Fu poi promotore di un incontro a Roma con i
vertici delle Ferrovie Italiane. Quel giorno c’era imbarazzo tra noi
perché il tempo passava e Pratesi non si vedeva. Finché lo vedemmo
arrivare ansante sulla sua bicicletta. Quando chiesi il suo supporto
per denunciare lo scempio di una grande cava ad Ofena lui arrivò con una
troupe del Tg3 e il servizio fu visto in tutta Italia. Accettò poi senza
indugi di partecipare ad un’assemblea pubblica, sempre ad Ofena, pur
avendo tante altre richieste da ogni parte d’Italia.
Se oggi il nostro Paese può vantare circa il 15 per cento del territorio
protetto lo dobbiamo, in particolare, anche a Fulco Pratesi. Egli è
stato uno dei più ardenti sostenitori della istituzione dei nuovi Parchi
nazionali, e questa sua passione l’ha profusa nei dieci anni in cui è
stato presidente del Parco nazionale d’Abruzzo. Tra le sue campagne
spiccano quelle per salvare il lupo appenninico, il cervo sardo, il
castoro nella pianura padana e l’orso bruno marsicano. Pratesi ha
insegnato che tutelare la biodiversità animale e vegetale è il
presupposto fondamentale per cercare di avere un mondo più vivibile.
Salvare gli animali e le piante significa salvare la stessa vita umana.
Un insegnamento ancora più necessario oggi, quando constatiamo che
l’ambientalismo è sotto attacco, il negazionismo climatico si espande
sempre di più, le guerre non solo mietono centinaia di migliaia di
vittime innocenti ma infliggono danni irreparabili all’ambiente e la
politica è sempre più succube degli interessi economici di poche grandi
multinazionali che, pur di perseguire i loro profitti, non si rendono
conto che stanno portando il nostro pianeta verso il collasso.
Sulmona, 3 marzo 2025.
Mario Pizzola
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