25 Marzo 2025 - 12:24:02
di Redazione
«Tre suoi stretti collaboratori, nei quali, sono certa, lei riversa una particolare fiducia, si sono appropriati indebitamente di tre city-pass riservati ai mezzi comunali per utilizzarli sulle loro auto personali. Ad aggravare la situazione si aggiunge il fatto che due di loro hanno utilizzato il citypass per parcheggiare negli spazi riservati ai mezzi recanti le insegne comunali posti lungo via Andrea Bafile».
E’ uno dei passi salienti della segnalazione inviata lo scorso 23 gennaio al sindaco Pierluigi Biondi dalla presidente dell’associazione Civico 99 Claudia Aloisio.
«Abbiamo verificato che tre funzionari, stretti collaboratori del sindaco, avevano parcheggiato auto private sugli stalli riservati al Comune. Le auto avevano citypass comunali che invece vanno utilizzati solo per mezzi dell’amministrazione – ha precisato la Aloisio nel corso di una conferenza stampa convocata questa mattina – Per questo abbiamo scelto la via istituzionale della segnalazione al sindaco, ma non abbiamo mai avuto risposta da gennaio. Procederemo pertanto con un esposto in Procura per il reato di peculato d’uso».
«La cosa ci è parsa grave tanto da farci decidere di fare una segnalazione al sindaco per prendere provvedimenti al riguardo, ma abbiamo avuto in risposta un silenzio totale, al quale sono seguite multe a carico dei cittadini e problemi di parcheggio in centro, oltre a dichiarazioni del sindaco in cui si è detto che non è vero che mancano i parcheggi, ma che il problema degli aquilani è che sono pigri e non vogliono parcheggiare sempre al ridosso del posto dove devono andare – ha aggiunto – Ribadiamo che l’utilizzo di beni pubblici ad uso privato comporta un reato. Abbiamo quindi scelto di spostare il problema dalla semplice segnalazione al sindaco, rimasta inascoltata, alla Procura della Repubblica».
Nella missiva, la presidente dell’associazione precisa che «Uno dei maggiori problemi che affligge la nostra comunità è la cronica mancanza di parcheggi a disposizione di chi vive, lavora o semplicemente visita il centro cittadino per svago o per acquisti – prosegue la missiva – E’ dato di comune esperienza che nei momenti di difficoltà collettiva cresce l’esigenza, che sono sicuro lei condividerà, di porre una particolare attenzione nell’evitare disparità e situazioni di ingiustificato privilegio, che verrebbero avvertite dai cittadini con un senso di amplificata ingiustizia».
«Tali condotte, in primo luogo, hanno obiettiva rilevanza penale sotto il profilo della appropriazione indebita ovvero del peculato d’uso. In secondo luogo, l’appropriazione dei city-pass risulta rilevante anche dal punto di vista disciplinare, poiché configura l’ipotesi dei ‘gravi fatti illeciti di rilevanza penale’ che la lett. b) del comma 9 dell’art. 29 del Ccnl punisce con il licenziamento senza preavviso – aggiunge la missiva – Converrà con me che si tratta di una vicenda particolarmente grave e censurabile poiché non può essere consentito a un pubblico funzionario di utilizzare un bene pubblico per scopi personali, peraltro tradendo la fiducia che lei aveva risposto su di lui, affidandogli un incarico che presuppone una profonda rettitudine e senso del dovere».
«L’associazione che rappresento è certa, perciò, che vorrà immediatamente attivarsi per sanzionare eventuali condotte illecite sia sotto il profilo disciplinare, che penale, segnalandole alla Procura della Repubblica», conclude la segnalazione.