25 Marzo 2025 - 23:30:44

di Tommaso Cotellessa

Aveva fatto molto discutere l’episodio di inaudita violenza avvenuto a Sulmona il 13 agosto del 2024, quando un quarantasettenne, originario di Cocullo, agli arresti domiciliari per stalking nei confronti di una vicina di casa, ha aggredito brutalmente un carabiniere, staccandogli parte dell’orecchio con un morso.

L’uomo, che godeva della possibilità di uscire per alcune ore al giorno, si trovava in un bar quando è stato avvicinato dai carabinieri per un controllo di routine. Alla richiesta di esibire i documenti, ha reagito in modo violento, scatenando una colluttazione prima all’interno del locale e poi all’esterno. Durante la lotta, ha morso uno dei militari, tranciandogli la parte superiore del padiglione auricolare sinistro.

Il carabiniere ferito è stato immediatamente soccorso e trasportato all’Ospedale di Sulmona, dove un otorino ha eseguito un delicato intervento di ricucitura. La convalescenza è durata tre mesi.

Dopo il processo, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Sulmona, Marta Sarnelli, ha condannato l’aggressore a cinque anni e quattro mesi di reclusione. La sentenza prevede inoltre una provvisionale immediatamente esecutiva di diecimila euro e il risarcimento da liquidare in sede civile.

«Nessuno gioisce dinanzi a una condanna – ha commentato Agostino Sollecchia, segretario generale regionale del Nuovo Sindacato Carabinieri Abruzzo e Molise – ma l’auspicio è che la pena inflitta dalla magistratura possa essere un monito dinanzi alle frequenti aggressioni, ormai quasi all’ordine del giorno, che uomini e donne in divisa subiscono in tutta Italia».

«Riteniamo – ha aggiunto – che sia giunta l’ora di dire basta agli atti di violenza perpetrati contro chi difende i cittadini e assicura ogni giorno l’ordine pubblico e la tenuta democratica del Paese».

Secondo l’accusa, l’imputato avrebbe opposto resistenza anche nei confronti di un altro carabiniere durante l’intervento.