01 Aprile 2025 - 16:44:23
di Martina Colabianchi
«È sconcertante il silenzio dell’Anci Abruzzo, presieduta dal sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, sull’aumento delle tasse deciso dalla Regione Abruzzo per sanare il disastro economico della sanità. Una manovra che graverà sulle spalle dei cittadini senza alcun miglioramento dei servizi: le liste d’attesa restano infinite, le strutture sanitarie non vengono potenziate e l’assistenza nei territori continua a essere carente».
Così, in una nota, Manola Di Pasquale, responsabile regionale enti locali del Pd Abruzzo. La tanto discussa manovra finanziaria, che porterà ad una rimodulazione delle aliquote Irpef, sarà discussa giovedì in Consiglio regionale. In questi giorni sono in corso, in Prima Commissione, le audizioni di numerosi portatori di interesse e rappresentanti istituzionali e l’atteso Pierluigi Biondi, in qualità di presidente regionale dell’Anci, non si è presentato.
«Ci saremmo aspettati una presa di posizione netta da parte dell’associazione dei Comuni, che dovrebbe rappresentare le istanze dei territori e tutelare le comunità. Invece, assistiamo a un silenzio complice, che conferma quanto già denunciato all’indomani della nomina di Biondi alla presidenza dell’Anci Abruzzo: l’appartenenza partitica avrebbe prevalso sull’interesse delle comunità locali. Quella preoccupazione, espressa con chiarezza dagli amministratori del Partito Democratico il giorno della sua elezione, si sta oggi drammaticamente realizzando. Il presidente dell’Anci sembra dimenticare il suo ruolo di rappresentanza trasversale e istituzionale, per farsi portavoce silenzioso delle scelte della sua parte politica, anche quando queste penalizzano duramente i cittadini abruzzesi. Le comunità meritano risposte, non sudditanza politica. La sanità è un diritto, non un costo da scaricare sulle famiglie per ripianare i conti di una cattiva gestione».
«Avevamo o no ragione a dire che l’Anci Abruzzo sarebbe stata posta sotto tutela politica con l’elezione di Biondi? Ora forse è più chiaro a tutti in Abruzzo e fuori – così, in una nota, anche il senatore del Pd Michele Fina -. E’ fin troppo chiaro, scontato direi, che se eleggi a presidente dell’Anci il responsabile nazionale degli enti locali di Fratelli d’Italia, costui non interverrà a difesa dei comuni ma piuttosto difenderà il suo partito, anche se questo, di fatto, determina la fine dell’associazione dei comuni abruzzesi. Non ci voleva molto a capire che sarebbe finita così, tuttavia la giornata odierna ci fornisce una dimostrazione lampante di quello che abbiamo sostenuto e denunciato nei mesi scorsi. E infatti, nel mentre la Giunta Marsilio aumenta le tasse regionali, dopo aver nascosto in campagna elettorale un buco milionario della sanità, il sindaco Biondi, non solo non assume una posizione a difesa degli Abruzzesi, ma diserta, con imbarazzo, riunioni ufficiali nelle quali avrebbe il dovere di essere presente. Un’assenza che fa seguito a quella nel Consiglio comunale dell’Aquila sul tema delle scuole, che vede ancora 3500 studenti nei Musp dopo 16 anni dal terremoto, cosi come l’assenza all’assisse consiliare dedicata al disastro della sanità e al debito milionario di Marsilio e della destra. Un campione delle assenze e un professionista della fuga, dedito ormai, di gran lunga, più alle presenze romane che al governo della sua città».
Sul silenzio di Biondi sono molti critici anche i consiglieri regionali Giovanni Cavallari e Vincenzo Menna del gruppo consiliare Abruzzo Insieme.
«A ottobre scorso, in occasione della nomina del sindaco dell’Aquila a presidente regionale dell’Associazione nazionale dei Comuni italiani, esprimevamo preoccupazione per il fatto che un ruolo da sempre di garanzia veniva ricoperto da un rappresentante di partito come Pierluigi Biondi. Non pensavamo, però, che questo potesse portare a quanto accaduto oggi in Consiglio regionale dove abbiamo avuto la prova che Biondi piega l’Anci ai suoi voleri».
«Ormai da giovedì scorso – continuano Giovanni Cavallari e Vincenzo Menna – siamo impegnati a raccogliere ogni valutazione possibile sulla manovra decisa dal centrodestra regionale per tentare di arginare il buco della sanità. Finora, abbiamo registrato diverse opinioni e soprattutto tante preoccupazioni, critiche e contrarietà ma mai un no comment come quello espresso dall’Anci che risente, evidentemente, del fatto che a guidarla non è più un Sindaco libero dai condizionamenti di partito. Tutto questo dimostra che i ruoli di garanzia, come quello di Presidente dell’Associazione dei Comuni, non possono essere attribuiti solo in base all’appartenenza politica che, anzi, è l’ultimo degli elementi da tenere in considerazione nella scelta».