02 Aprile 2025 - 10:09:17
di Redazione
«La sanità abruzzese è ormai al collasso. Negli ospedali manca il personale e i cittadini rinunciano alle cure. Le liste d’attesa sono infinite, i pronto soccorso al collasso e chi può permetterselo è costretto a rivolgersi ai privati. Chi non può? Semplicemente smette di curarsi. Tutto questo accade mentre il centrodestra regionale, invece di risolvere il disastro sanitario che ha creato, prova a mettere le mani nelle tasche dei cittadini. Dopo anni di sperperi in eventi, festival e operazioni di marketing emergono improvvisamente 200 milioni di euro di debiti. E per coprire questo buco, la soluzione della destra è sempre la stessa: aumentare le tasse».
Lo scrive in una nota il consigliere di Avs Lorenzo Rotellini.
«Se la sanità pubblica abruzzese è in ginocchio, allora tanto vale ammetterlo: siamo in una situazione di emergenza sanitaria degna delle zone di guerra o dei paesi più poveri del mondo. E quando le istituzioni falliscono, chi interviene? Emergency- aggiunge – L’organizzazione umanitaria di Gino Strada ha già portato i suoi ambulatori mobili in altre regioni d’Italia, garantendo oltre 42.000 prestazioni gratuite solo nel 2023. Se in Abruzzo la sanità pubblica non è più in grado di garantire cure ai suoi cittadini, perché non chiedere l’aiuto di Emergency? A questo punto, tanto vale fare un appello ufficiale a Emergency per aprire ambulatori mobili anche a L’Aquila, come già accade nelle periferie più disagiate del nostro Paese e nelle zone di guerra. Sarebbe l’unica soluzione per garantire cure immediate a chi oggi è abbandonato dallo Stato e dalla Regione».
«Il centrodestra abruzzese non può più nascondersi dietro la propaganda. Dopo aver raccontato per anni di una sanità efficiente, oggi il loro fallimento è sotto gli occhi di tutti: ospedali senza personale, carenza di medici e reparti che rischiano di chiudere; 120.000 abruzzesi che rinunciano alle cure; un buco da 200 milioni di euro che scopriamo solo dopo le elezioni. E mentre cercano di far credere che l’aumento delle tasse non colpirà le fasce più deboli, la realtà è che i cittadini pagheranno il conto della loro mala gestione con meno servizi, più attese e più spese sanitarie private. Se governare significa garantire il diritto alla salute, allora questo governo regionale ha fallito su tutta la linea. E se l’unica soluzione per garantire cure ai cittadini abruzzesi è chiedere aiuto a Emergency, significa che questa giunta ha ridotto l’Abruzzo a una regione da Terzo Mondo», conclude.