03 Aprile 2025 - 10:19:53

di Martina Colabianchi

«Stimiamo una sensibile contrazione delle vendite per vino, olio d’oliva, formaggi, pomodoro e pasta. A ogni contrazione dell’export agroalimentare del 10% temiamo anche una consistente perdita di occupazione per ciascuna filiera cooperativa».

Lo afferma Antonio Marascia, presidente Confcooperative Abruzzo, presentando alcuni dati che emergono da uno studio effettuato dagli uffici nazionali della confederazione in relazione ai dazi che si appresta a varare l’amministrazione Trump.

«Siamo preoccupati – prosegue il presidente Marascia – perché le cooperative abruzzesi dell’agroalimentare contribuiscono in maniera sostanziale alle dinamiche del mercato: la nostra è una rete che fattura oltre 700 milioni di euro e che danno lavoro a oltre 3mila addetti. Dobbiamo attuare tutte le misure per proteggere questa ricchezza economica e sociale».

«Le imprese hanno bisogno di risposte immediate – gli fa eco il direttore regionale, Filippo Turi -. Negli ultimi 5 anni le cooperative hanno subito i danni del covid, la tempesta dei prezzi dell’energia e delle materie prime con aumenti che non sono più rientrati. E ora la guerra dei dazi».

Il presidente nazionale Confcooperative, Maurizio Gardini, osserva che «quando dall’Europa sento che apriremo nuovi mercati posso essere d’accordo, ma occorrono anni. E di tempo le cooperative non ne hanno, se pensiamo che nei porti italiani sono ferme già oltre 1 milione di bottiglie di vino e tanti altri prodotti del nostro agroalimentare Made in Italy stoccato nei magazzini a partire dai formaggi e dal pomodoro».

«Al danno si aggiunge la beffa perché i dazi americani favoriranno l’Italian Sounding. Questa partita va affrontata con la massima determinazione e concretezza a livello comunitario. Preferendo gli accordi al protezionismo. Misure di sostegno alle imprese e cooperative piuttosto che muro contro muro. I dazi e il protezionismo – conclude il presidente Marascia – non convengono a nessuno».