03 Aprile 2025 - 18:58:28
di Tommaso Cotellessa
Si chiude con l’approvazione unanime dei presenti, ovvero della sola maggioranza di centrodestra, il provvedimento che dispone l’aumento dell’Irpef in Abruzzo.
Questa decisione rappresenta l’epilogo di una delle sedute più accese del Consiglio regionale negli ultimi tempi.
La riunione, conclusasi nella Sala Ipogea, è stata preceduta in mattinata dall’occupazione della Sala Spagnoli – sede abituale dell’Assemblea – e da una mobilitazione organizzata dai sindacati, alla quale hanno partecipato numerosi cittadini, attivisti ed esponenti politici. La protesta, finalizzata a contrastare l’introduzione dell’addizionale Irpef, non è però riuscita a fermare l’approvazione del provvedimento.
Dopo momenti di forte agitazione, la seduta è ripresa con la sola partecipazione degli esponenti di centrodestra, tra i quali l’accaduto ha suscitato indignazione. Numerosi consiglieri hanno condannato l’interruzione dei lavori, mentre il presidente della Regione, Marco Marsilio, ha espresso solidarietà ai dipendenti regionali coinvolti e ha annunciato provvedimenti nei confronti di chi si è reso responsabile di atti di violenza durante la protesta.
Il provvedimento, approvato all’unanimità dalla maggioranza, è frutto di un compromesso all’interno della coalizione di centrodestra, con Lega e Forza Italia che hanno proposto un’addizionale inferiore al 3%. Nello specifico, l’aliquota sarà 1,67% per i redditi fino a 28mila euro; 2,87% per i redditi oltre 28mila euro e fino a 50mila euro e 3,33% per i redditi oltre 50mila euro
Inoltre, è stato accolto l’emendamento proposto dalla consigliera Carla Mannetti, che stabilisce che le maggiori entrate derivanti dall’aumento dell’addizionale Irpef siano destinate esclusivamente al sostegno del sistema sanitario regionale e alla copertura di eventuali disavanzi pregressi delle aziende sanitarie locali.
Nel suo intervento, Marsilio ha difeso l’operato della Giunta, in particolare nella gestione della sanità, sottolineando l’impegno per garantire servizi adeguati e risanare i debiti del settore. Diversi consiglieri di maggioranza hanno definito l’aumento dell’Irpef una misura necessaria per assicurare ai cittadini abruzzesi servizi pubblici di qualità.
Si chiude così uno dei capitoli più tesi e controversi della politica regionale abruzzese.
Lega Abruzzo «In Consiglio ha prevalso il buonsenso»
«In Consiglio regionale ha prevalso il buonsenso – scrivono i consiglieri regionali della Lega, Vincenzo D’Incecco e Carla Mannetti commentando l’esito della riunione del Consiglio regionale – E’ stato approvato un intervento frutto di un lavoro di mediazione tra tutte le forze politiche, che ha portato alla tutela delle fasce medie così come da noi richiesto. Come Lega Abruzzo, sin dai primi istanti, abbiamo sollecitato una riflessione complessiva sulla rimodulazione dell’addizionale regionale, con l’obiettivo di alleggerire la pressione fiscale soprattutto per i redditi medi e medio-bassi, e su questo abbiamo ottenuto un ottimo risultato.
E’ stata accolta la nostra proposta di abbassare l’aliquota per i redditi fino ai 28 mila euro, portata oggi all’1,67% rispetto all’1,73%. Ed ancora è stata approvata la riduzione, su cui in questi giorni abbiamo tanto insistito nei vari tavoli, per il secondo scaglione, quello riguardante i redditi oltre i 28 mila euro e fino ai 50 mila euro, portato al 2,87% rispetto al 3,23% iniziale. Accolto, inoltre, il nostro emendamento che prevede che le maggiori entrate derivanti dalla nuova articolazione di aliquote dell’addizionale regionale all’Irpef siano destinate a sostenere il sistema sanitario regionale ed ‘esclusivamente‘ alla copertura dell’eventuale quota di disavanzi pregressi delle aziende sanitarie locali posta a carico dell’Ente. Ora l’impegno di tutti – sottolineano – deve essere quello di migliorare sempre di più la qualità dei servizi. Già nei prossimi giorni dobbiamo riunirci attorno a un tavolo e lavorare per abbattere le liste d’attesa e garantire i servizi essenziali di assistenza. Lo dobbiamo agli abruzzesi».
Pd Abruzzo «La destra si è chiusa in un bunker per aumentare le tasse»
Decisamente differente è stata la reazione del Partito Democratico Abruzzese, che in una nota a firma del segretario regionale Daniele Marinelli, del senatore Michele Fina e del deputato Luciano D’Alfonso scrive
«La protesta pacifica e democratica di tante e tanti abruzzesi ha costretto la destra a riunirsi alla chetichella nel chiuso di un bunker per tassare e tartassare i cittadini. Una protesta civile, pacifica e democratica, da parte di persone perbene, che oggi a L’Aquila hanno fatto sentire il loro “no” a una politica fatta di lustrini e belletti ma priva di qualsiasi ancoraggio alla realtà, una politica che offre una sanità disastrata e ne fa pagare il conto a tutti aumentando l’Irpef. Lavoratrici e lavoratori, pensionati, giovani e sindaci con le fasce tricolori hanno gridato la propria contrarietà a questo modus operandi, dicendo basta alle leggi mancia, agli allenamenti del Napoli a spese del contribuente, ai festival trasformati in passerelle per i politici che li finanziano e alle sagre da strapaese. E’ surreale sentire alcuni membri della destra regionale parlare di squadrismo e di presunte violenze. Si vergognino, e quando parlano di squadrismo piuttosto guardino bene dentro l’ album della loro famiglia politica. Dopo 6 anni di nulla, ora mettono le mani in tasca agli abruzzesi. Marsilio e i suoi amici hanno fallito. Si dimettano».
Azione Abruzzo «Oggi il giorno della protesta domani quello della proposta»
«Quello di oggi è stato il momento della protesta, da domani deve iniziare il momento della proposta» è con queste parole che Enio Pavone, capogruppo di Azione in Consiglio regionale, ha commentato la mobilitazione che si è svolta a L’Aquila in occasione della seduta del Consiglio Regionale dall’aumento dell’addizionale IRPEF. «La protesta – ha dichiarato Pavone – è la conseguenza di anni di inefficienze, promesse disattese e scelte sbagliate. Ora serve responsabilità. È necessaria l’istituzione immediata di un tavolo permanente sulla sanità abruzzese che metta intorno allo stesso tavolo amministratori, operatori sanitari, sindacati e esperti del settore per costruire una riforma vera, concreta e condivisa. La sanità abruzzese ha un bisogno disperato di una gestione oculata e basata sui dati che, innanzitutto, vada a tagliare gli sprechi della gestione, intervenga sulle liste d’attesa, definisca standard minimi di qualità e una programmazione pluriennale che consenta l’abbassamento progressivo delle tasse che attualmente i cittadini pagano. Non si può continuare a chiedere sacrifici ai cittadini senza garantire loro un sistema sanitario efficiente e accessibile. L’aumento delle tasse deve rappresentare un’eccezione, non la regola. È tempo di passare dalla gestione emergenziale a una visione strutturale che restituisca fiducia e dignità alla sanità abruzzese» ha concluso Pavone.
Sinistra Italiana Abruzzo «Da Marsilio parole vergognose»
La reazione del segretario di Sinistra Italiana Abruzzo Daniele Licheri si è invece concentrata sulle parole pronunciate dal presidente Marsilio contro i manifestanti.
«Parole vergognose queste: meno male che oggi c’erano i mass media che hanno ripreso l’intero svolgimento della pacifica occupazione del consiglio regionale da parte dei sindacati dei partiti e dei cittadini stanchi di tante bugie. Gli unici che oggi hanno subito violenza sono i lavoratori e i pensionati a cui il voto in consiglio di oggi del centro destra consegna maggiore povertà a fine mese e gli stessi servizi che non funzionano. E con queste parole dure come macigni, bugie soprattutto, invece di tendere la mano le istituzioni infliggono la seconda coltellata al cuore ai sindacati che ringrazio a nome di Sinistra Italiana Abruzzo. La loro partecipazione oggi e’ stata fondamentale: hanno ricordato a questo centrodestra che i cittadini Abruzzesi non ce la fanno più di assistere inermi alla distruzione della loro Regione e alle loro continue bugie, il debito lo hanno prodotto loro e vogliono scaricarlo sulle spalle degli ultimi. In una sede regionale oggi svuotata e in cui Marsilio e compagnia si sono trincerati in un bunker perché spaventati dal confronto democratico con le opposizioni questo indegno finale ci lascia sconcertati». La nota si chiude con la richiesta di dimissioni immediate.