05 Aprile 2025 - 22:05:06
di Redazione
Quella appena trascorsa è stata la notte del dolore per gli aquilani, la sedicesima dal 6 aprile 2009, quando alle 3.32 il sisma devastò la città, causando 309 vittime.
Alle 20, il fascio di luce blu ha illuminato il buio del cielo aquilano dal cortile di palazzo Margherita, in ricordo dei morti di 16 anni fa, poco prima dell’avvio della fiaccolata commemorativa, quest’anno in forma ridotta per volere del Comitato familiari delle vittime del sisma.
La fiaccolata è partita dalla Casa dello Studente, attraversando via XX Settembre per raggiungere il parco della Memoria, dove i parenti delle vittime hanno deposto i fiori, 250 rose, una per ogni famiglia, sui nomi incisi nel memoriale. In questo luogo preposto al ricordo di tutti coloro che nella tragica notte di 16 anni fa persero la vita è stato acceso da Carlo Cruciani, carabiniere in pensione che quella notte era al centralino 112, il braciere, simbolo del ricordo vivo della cittadinanza. Si è poi proceduto con la lettura dei nomi di tutte quelle 309 anime venute a mancare a causa del terremoto. Tra coloro che hanno letto i nomi anche la 16enne Gabriella Corrado, nata la notte del terremoto dell’Aquila.
Familiari delle Vittime, il ricordo di Centofanti e la richiesta di giustizia per le vittime
Al momento della partenza della fiaccolata, dinanzi al luogo simbolico della Casa dello Studente, Vincenzo Vittorini, esponente del comitato dei familiari delle vittime del terremoto, ha preso la parola sostenendo assieme ad altri componenti dell’associazione lo striscione su cui sono scritti i 309 nomi delle vittime. Vittorini ha voluto ricordare Antonietta Centofanti, storica esponente del comitato e ferma attivista nel chiedere giustizia per tutti coloro che persero la vita in quella notte di 16 anni fa. Centofanti, venuta mancare nel 2021 resta una simbolo del comitato. «Penso che nessuno dimenticherà mai Antonietta Centofanti, che si è battuta come tutti noi, ma forse anche di più di tutti noi, fin dall’inizio per i ragazzi che qui sono morti, che poi rappresentano tutti i ragazzi e tutte le 309 vittime». Vittorini ha poi ricordato le vicende processuali che nel corso degli anni hanno scosso le famiglie delle vittime, che si sono viste riconosciute percentuali di colpa per la propria morte. «Penso che questa città debba essere a fianco di quei genitori che stanno combattendo da anni – ha aggiunto – Penso che dobbiamo essere tutti insieme con quei genitori per far togliere quell’ignominia di quel 100% di colpa per quei ragazzi che hanno perso la vita. Lo dobbiamo a questi ragazzi, a tutti i 309 morti, ma soprattutto a quei genitori che stanno combattendo una battaglia da anni e che devono avere al loro fianco non solo i cittadini ma tutte le istituzioni di un paese che altrimenti non si può definire civile».
Federico Vittorini «Cambiare il senso del 6 aprile, diventi messaggio di sicurezza»
«Bisogna avere i piedi ben saldi nella memoria ma bisogna anche cambiare il senso di quello che sono il 5 e il 6 aprile – ha detto Federico Vittorini che con il sisma ha perso la mamma e la sorella – Questo giorno diventi quindi propedeutico per lanciare messaggi di prevenzione e sicurezza con si possa andare avanti tutto l’anno. E’ importante cambiare il senso del 6 aprile perché non sia solo un giorno di ricordo, ma energia verso il futuro».

Il sindaco Pierluigi Biondi «Creare una città che possa essere vissuta per i giovani»
«Credo che il modo migliore per onorare il ricordo delle vittime sia stare vicino ai familiari e creare continuamente le condizioni per una città che possa essere vissuta a pieno titolo, soprattutto dalle nuove generazioni e dai ragazzi nati dopo il sisma che hanno la possibilità di portare sulle loro spalle il destino di questa comunità», ha affermato il sindaco Pierluigi Biondi.
Sullo stato della ricostruzione il primo cittadino ha poi aggiunto: «Oggi ci sono le risorse, c’è la programmazione e la necessità di seguire i processi. Si sa che la ricostruzione pubblica necessita di tempi più lunghi, ma credo che nessuno possa negare i progressi fatti e che non si possa dire che L’Aquila non sia un modello rispetto a quello che abbiamo visto in passato e a quello che hanno vissuto le popolazioni del centro Italia dopo di noi».
Il presidente del Consiglio regionale Sospiri «È importante esserci»
Presente alla fiaccolata il presidente del Consiglio regionale dell’Abruzzo Lorenzo Sospiri, il quale ha sottolineato l’importanza di rappresentare il Consiglio regionale in questo appuntamento significativo «il Consiglio è stata una delle prime istituzioni in quei giorni terribili a rimanere operativa nei container, a cercare di provvedere per quanto possibile con misure legislative di finanziamento. È importante esserci, sempre. Io ci sono sempre stato, ancor con maggiore responsabilità da quando sono presidente del Consiglio regionale perché rappresento complessivamente questa assemblea legislativa. In questi 16 anni è stato fatto molto, moltissimo. È chiaro che resta ancora qualcosa da fare, ma credo che siamo tutti pronti per cercare di completare quello che resta da fare». Sospiri ha inoltre sottolineato l’importanza del corpo dei vigili del fuoco, il quale ha celebrato in questi giorni a L’Aquila un importante momento, il 99° Giuramento di 801 allievi. «Si è trattato di una celebrazione simbolica, non a caso voluta, e chiaramente la presenza del Presidente del Consiglio dei Ministri, cioè il massimo vertice del Governo, è la dimostrazione di quanto tutti quanti abbiamo a cuore le ragioni, i problemi, la necessità di questo territorio».