30 Novembre 2025 - 12:42:21

di Tommaso Cotellessa

Nel capoluogo abruzzese si torna a parlare di migranti, o meglio di persone che, pur trovando ristoro, cibo e un minimo di accoglienza nelle strutture presenti in città, continuano a trascorrere le notti all’addiaccio, esposte alle rigide temperature dell’inverno aquilano.

Dopo le aspre discussioni delle scorse settimane, è tornato a quota 20 il numero dei migranti senza dimora in transito all’Aquila da alcune settimane per la richiesta di asilo. Il gruppo, composto da persone provenienti principalmente da Pakistan e Afghanistan, è cresciuto progressivamente negli ultimi giorni, avvicinandosi ai livelli che nelle settimane precedenti avevano portato al trasferimento in emergenza di circa 80 persone: 44 in Calabria e le restanti in Basilicata, su decisione condivisa tra prefettura e forze dell’ordine.

Tre volte al giorno i richiedenti asilo ricevono i pasti alla mensa della Fraterna Tau, ma per la notte non dispongono di una sistemazione adeguata. Alcuni si riparano nell’area di Piazza d’Armi, altri nel centro storico, nell’attesa che si liberi un posto nei Centri di accoglienza straordinaria (Cas). Nessuno di loro è informato sulle opportunità legate al decreto flussi e al “click day”, una procedura relativa alle quote di ingresso per lavoro che, di fatto, non riguarda chi è già in attesa di asilo.

Gli operatori del settore dell’accoglienza raccontano un’attività intensa per poter garantire dignità e salute ai migranti, offrendo loro cibo, coperte, scarpe e la possibilità di fare una doccia, tuttavia – come riferisce Paolo Giorgi, responsabile della Fraterna Tau, all’Ansa “la sera restano all’aperto, e il freddo ora si fa ancora più duro, visto che siamo scesi sotto lo zero. Se ci fosse un locale dove farli dormire lo gestiremmo gratuitamente, pur di evitare tutto questo”.