31 Dicembre 2025 - 10:21:37
di Vanni Biordi
Non è la solita ondata stagionale. All’ospedale San Salvatore dell’Aquila la pressione del picco influenzale si sta trasformando in una gestione d’emergenza che non concede tregua.
I numeri, gelidi come la temperatura che sferza il capoluogo di regione in questi giorni di festa, raccontano di un incremento di ricoveri tra il 15 e il 20% rispetto alla media del periodo. A soffrire sono soprattutto gli ultraottantenni, colpiti da complicanze respiratorie che rendono necessario il monitoraggio ospedaliero.
A complicare un quadro già saturo interviene una variabile logistica non trascurabile. All’interno del nosocomio aquilano sono infatti in corso strutturali lavori di ristrutturazione. Interventi necessari per l’ammodernamento della struttura, ma che in questa fase critica si traducono in una temporanea contrazione della disponibilità di posti letto.
È il paradosso della sanità che si rinnova, la ricerca di standard qualitativi superiori che, nel breve termine, costringe a una gincana tra i reparti per trovare un alloggio ai pazienti in ingresso.
Il “triage” è il fronte più esposto. Le sale d’attesa si riempiono di cittadini che cercano risposte a sintomi spesso gestibili a domicilio. Per questo, il primario del Pronto Soccorso dell’ospedale San Salvatore, Angelo Flavio Mucciconi, ha lanciato un appello accorato alla popolazione: «Recatevi al Pronto Soccorso solo se strettamente necessario».
L’invito, ovviamente, non è un disimpegno, ma un tentativo di salvaguardare chi corre un pericolo di vita immediato.
In molti casi, per le forme influenzali standard, il primo riferimento deve rimanere il medico di medicina generale o la guardia medica, onde evitare l’effetto imbuto che paralizza le emergenze reali.
L’influenza di quest’anno appare particolarmente aggressiva sulle vie respiratorie. Se per i giovani si risolve in pochi giorni di febbre alta, per i fragili e i polipatologici il rischio di polmoniti e scompensi è concreto.
«Stiamo gestendo una popolazione anziana con quadri clinici complessi», spiegano dalle corsie, «e la riduzione dei posti letto dovuta ai lavori ci impone una rotazione rapidissima e uno sforzo organizzativo senza precedenti».
Mentre la città festeggia, il personale sanitario resta in trincea, tra la gestione dei cantieri e quella di un’epidemia che non accenna a flettere. La raccomandazione resta la stessa: cautela, vaccinazione per i soggetti a rischio e uso consapevole delle strutture d’emergenza per permettere al “cuore” del San Salvatore di continuare a battere, nonostante i cerotti e le bende della ristrutturazione.
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