02 Gennaio 2026 - 13:13:31

di Martina Colabianchi

Non si arresta il botta e risposta tra l’ex presidente del Consiglio comunale dell’Aquila, Carlo Benedetti, e il consigliere con delega alla montagna Luigi Faccia.

Tema della discussione, ancora una volta, il comprensorio sciistico del Gran Sasso.

Con un altro post su Facebook, Benedetti si rivolge questa volta direttamente a Faccia con una lettera aperta in cui torna a ribadire un atteggiamento, da parte dell’amministrazione comunale, «teso a millantare successi inesistenti e il taglio di traguardi mai raggiunti». Rispetto a otto anni fa, quindi al tempo della gestione Cialente, «c’è un bar di meno, un ristorante di meno e un albergo di meno a Campo Imperatore. Oggi non c’è più nemmeno la guardia medica sul Gran Sasso», scrive ancora Benedetti, che comunque invita ad evitare uno scontro politico sul tema.

Ai microfoni di LaQtv, il consigliere Faccia ha affidato la sua replica.

«Carlo è un amico, ma vedo che dal punto di vista politico, anche chi ritenevo amico inizia ad essere abbastanza serio negli attacchi – ha dichiarato -. Un bar, un ristorante, un albergo di meno: è fisiologico, è in ristrutturazione. E i grandi ritardi dell’albergo si devono anche alla gestione Cialente in cui Carlo Benedetti era presidente del Consiglio. Nel 2016 si fecero una serie di delibere di Giunta, una tra le quali spostò la stazione appaltante dal Centro turistico del Comune al Provveditorato alle Opere pubbliche. Questo ha fatto sì di ritardare sia la progettazione e il finanziamento, cioè una serie di cose di cui adesso ne paghiamo un po’ le spese e fra l’altro dobbiamo cercare anche altri soldi perché, probabilmente, i conti erano stati fatti male».

«La cosa che dà fastidio è che queste polemiche escono quando il Gran Sasso comincia a ottenere successi, ed io sono il primo a dire che ci sono state anche molte disfunzioni, perché quando c’è la grande ressa è difficile contenerla tutta. Quindi, anche in questo caso c’è stato qualcosa che non è andato, ma nella gestione del flusso turistico non si lamenta chi ne riceve i benefici: tutte le strutture di ricezione sono abbastanza concordi sul fatto che si stia lavorando bene nelle loro strutture».

«Il Gran Sasso è sempre stato un luogo di polemiche. La gestione Cialente non è stata immune, ma ci furono accuse di gestione inefficace del Gran Sasso, contestazioni sul piano industriale e sull’ipotesi privatizzazione. A proposito, all’epoca c’è stato un tentativo di privatizzazione volendo dare gli immobili in gestione ad Invitalia del dottor Arcuri. E poi tensioni istituzionali sulla governance, difficile rapporti sullo sviluppo e sull’ambiente. Non dimentichiamo che la sinistra è stata l’autrice dell'”Abruzzo Regione verde d’Europa”. Non ci dimentichiamo che, con le direttive europee, – conclude Faccia -. la provincia dell’Aquila ha il 62% di territorio vincolato, quindi poi è impossibile parlare di sviluppo e di progetti di per sé pregevoli, ma che andrebbero a stravolgere l’impianto della funivia».