Comitato tutela cani peligni: due nuovi sit-in per chiedere la riapertura del canile

02 Gennaio 2026 - 10:33:36

Il Comitato Tutela Cani Peligni annuncia due nuovi sit-in pubblici con
raccolta firme per
chiedere con forza la riapertura del canile comunale di Sulmona, ad oggi
ancora vuoto e
inutilizzato.
Gli eventi si terranno entrambi dalle ore 10:00 alle ore 13:30:
● sabato 3 gennaio 2026 a Sulmona ( Corso Ovidio angolo scalinata di
Piazza
Garibaldi)
● domenica 4 gennaio 2026 a Pratola Peligna (piazza Madonna della
Libera).
Nonostante i lavori di ristrutturazione e di messa a norma del canile
completati da tempo
(con un investimento di 150.000 euro di risorse pubbliche) i randagi del
nostro territorio
rimangono attualmente detenuti presso la struttura privata di
Collelongo, le cui condizioni
indecorose sono state recentemente documentate dalla trasmissione di
Rai3 “Indovina chi
viene a cena”.
Per di più è stato diramato un avviso pubblico di manifestazione di
interesse finalizzato
all’affidamento dei cani a strutture esterne per tutto l’anno 2026. Una
scelta che solleva
interrogativi ineludibili sul modello di gestione del randagismo
adottato dall’attuale
amministrazione e che alimenta il concreto rischio di una sottrazione al
controllo
pubblico, con la trasformazione di un servizio essenziale in un business
privato.
Il Comitato chiede inoltre che, in attesa della riapertura del canile di
Sulmona, l’affidatario
temporaneo dei randagi garantisca loro condizioni di vita dignitose e,
soprattutto, consenta
ai volontari di vigilare e di operare attivamente sulle adozioni, vera
salvezza per questi
animali e, al tempo stesso, vantaggio economico per l’intera
collettività.
La chiusura del canile comunale si inserisce nel un quadro di un
progressivo impoverimento
della Valle Peligna, segnato da scelte che da anni producono un evidente
decadimento
sociale, economico e ambientale:
● la chiusura di fabbriche e attività produttive e la conseguente
perdita di posti di
lavoro, nell’indifferenza delle istituzioni;
● l’assenza di investimenti strutturali e lungimiranti in ambito
culturale;
● lo stato di abbandono di Palazzo Portoghesi, ex sede del Centro
Servizi Culturali, e
la mancata realizzazione dell’annunciata aula studio;
● la devastazione del territorio legata alla costruzione della centrale
Snam, con
l’abbattimento di centinaia di ulivi e la cancellazione di un sito
archeologico datato
all’Età del bronzo;
● l’ampliamento della discarica di Noce Mattei, i cui miasmi raggiungono
le abitazioni
della zona delle Marane;
● il progetto di realizzazione di un inceneritore.
Scelte che alimentano, tra i cittadini, la percezione di un territorio
considerato
esclusivamente come area di servizio (se non sfruttamento) , chiamato a
sopportare impianti
e sacrifici funzionali al resto della regione e al profitto dei privati,
senza un adeguato
riconoscimento del diritto alla qualità della vita, alla tutela
ambientale, a servizi pubblici
efficienti e a processi decisionali realmente condivisi.
In questo contesto, la battaglia per la riapertura del canile comunale
assume un
significato che va oltre la singola vertenza: essa interroga il modello
di città e di
territorio che si intende costruire. Un territorio capace di prendersi
cura dei più deboli
(animali e persone) e della felicità dei suoi abitanti, oppure un
territorio da sfruttare,
privatizzare e progressivamente abbandonare.
In chiusura, il Comitato segnala con gratitudine il sostegno di Franz Di
Cioccio, batterista e
voce della Premiata Forneria Marconi, da tempo vicino alle lotte per la
tutela dei randagi di
Sulmona e dell’Abruzzo, che ha espresso pubblicamente la propria
solidarietà all’iniziativa.
Comitato Tutela Cani Peligni