03 Gennaio 2026 - 09:44:48

di Vanni Biordi

Mentre l’Italia prova a consolidare una crescita strutturale faticosa, l’Abruzzo si riscopre “locomotiva” inaspettata del Centro-Sud. Secondo l’ultimo rapporto dell’Ufficio Studi CGIA di Mestre, basato su elaborazioni di dati Istat e Prometeia, il 2026 si prospetta come un anno di profonda trasformazione per l’economia regionale.

Con una previsione di crescita del Pil reale pari allo 0,66%, l’Abruzzo non solo aggancia perfettamente la media nazionale, ma riesce in un’impresa simbolica non da poco, quella di superare la crescita prevista per il Veneto che registra un +0,64%. Un nono posto assoluto nella classifica delle regioni italiane che certifica la resilienza del tessuto produttivo locale.

Entrando nel dettaglio provinciale, è Pescara a indossare la maglia rosa regionale. La provincia adriatica prevede una crescita dello 0,81% , un dato che la proietta al 12° posto su 107 province italiane, a pari merito con una metropoli come Roma. Un risultato che premia la vivacità dei servizi e del commercio costiero.

Immediatamente dietro troviamo L’Aquila, che con un solido +0,72% si posiziona al 29° posto nazionale. Il capoluogo continua a beneficiare di una dinamica positiva che lo vede sovraperformare rispetto a molti centri del Nord. Segue Teramo con un promettente +0,59% (56° posizione) , mentre Chieti, pur chiudendo la classifica interna regionale con un +0,55%, mostra segnali di ripresa significativi rispetto allo 0,10% registrato nell’anno appena concluso.

Il dato forse più impressionante riguarda però la crescita nel lungo periodo. Analizzando la variazione del Pil reale tra il 2019 e il 2025, l’Abruzzo ha fatto segnare un progresso dell’8,09%. Si tratta di una performance superiore alla media italiana che registra il +6,37% e persino a quella di regioni storicamente dominanti come l’Emilia Romagna, +5,58%, o la Lombardia, +9,01%, unica a fare meglio tra le grandi del Nord.

Tra le province, è Teramo a mostrare il muscolo della crescita storica con un +12,07% rispetto al periodo pre-Covid, segno di una capacità di adattamento fuori dal comune.

Le sfide adesso riguardano il PNRR e le riforme. Nonostante l’ottimismo, il quadro resta complesso. La scadenza dei fondi PNRR prevista per l’estate 2026 rappresenta un bivio insidioso.

Per l’Abruzzo, la sfida sarà trasformare questa “fiammata” congiunturale in una crescita stabile, tagliando quegli oneri burocratici e fiscali che ancora pesano sulle piccole e medie imprese del territorio.

Se la stabilità geopolitica dovesse tornare a favorire l’export, la regione potrebbe davvero aprire una fase nuova, lasciandosi alle spalle gli anni della stagnazione.