05 Gennaio 2026 - 09:29:51

di Redazione

Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl esprimono «forte preoccupazione e denunciano una grave disparità di trattamento nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori della Giunta regionale, a seguito della recente modifica della legge regionale istitutiva dell’Agenzia Regionale Abruzzo Lavoro (Aral)».

«In data 31 dicembre 2025 si è appresa l’approvazione di un emendamento alla legge regionale 22 agosto 2025, n. 26, che interviene in maniera sostanziale sull’articolo 18, comma 5. L’emendamento, presentato e votato nella seduta serale del Consiglio regionale del 30 dicembre 2025, sopprime il diritto di opzione per il personale di cui all’art. 14, comma 1, lettera a), ossia per le lavoratrici e i lavoratori dei Centri per l’Impiego assunti e stabilizzati successivamente all’adozione del Piano straordinario di potenziamento dei Cpi».

I sindacati giudicano l’intervento «di estrema gravità, in quanto solleva rilevanti criticità sotto il profilo giuridico, istituzionale e delle relazioni sindacali. Si ricorda che il 6 agosto 2025 lo stesso Consiglio regionale aveva approvato il disegno di legge istitutivo dell’Aral riconoscendo il diritto di opzione a tutto il personale dei Centri per l’Impiego, in coerenza con i principi di uguaglianza, ragionevolezza e non discriminazione sanciti dall’articolo 3 della Costituzione, nonché con il principio di parità di trattamento nel pubblico impiego».

«La previsione originaria costituiva un elemento essenziale dell’equilibrio complessivo della riforma e ha fondato il legittimo affidamento delle lavoratrici e dei lavoratori interessati, nonché delle Organizzazioni sindacali confederali, che hanno partecipato in modo responsabile, costante e costruttivo al confronto istituzionale con l’Amministrazione regionale – precisano – Un confronto sviluppatosi in maniera strutturata fino al 14 dicembre 2025, comprendendo anche l’esame dello Statuto e del Regolamento dell’Agenzia, con l’obiettivo condiviso di garantire una transizione ordinata e rispettosa dei diritti giuridici, economici e professionali del personale coinvolto. La soppressione del diritto di opzione, introdotta senza alcuna preventiva informazione o consultazione sindacale, determina oggi una ingiustificata disparità di trattamento tra lavoratrici e lavoratori che hanno sostenuto il medesimo concorso per il potenziamento dei Centri per l’Impiego. Ad alcuni di essi viene infatti negato un diritto riconosciuto ai colleghi e alle colleghe che, dopo l’assunzione, prestano servizio presso i Cpi o risultano assegnati ad altri Dipartimenti della Giunta regionale, nonché in distacco o mobilità presso altri enti».

«Una scelta che appare suscettibile di integrare profili di irragionevolezza e discriminazione e che si pone in potenziale contrasto con i principi di correttezza, buona fede e leale collaborazione che devono ispirare l’azione amministrativa e le relazioni sindacali nel pubblico impiego», proseguono.

Per queste ragioni Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl chiedono un immediato e trasparente chiarimento istituzionale e, nelle more della pubblicazione degli atti ufficiali, hanno convocato per giovedì 8 gennaio 2026 nella sede regionale di Pescara, un’assemblea sindacale per informare le lavoratrici e i lavoratori, approfondire i profili giuridici della modifica normativa e definire le iniziative di tutela, anche in sede istituzionale e legale.

I sindacati ribadiscono infine «la propria ferma determinazione a difesa di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori dei Centri per l’Impiego, riservandosi ogni azione necessaria a salvaguardia dei diritti acquisiti e dei principi costituzionali».