05 Gennaio 2026 - 15:49:01

di Martina Colabianchi

«È bastata una pioggerellina per avere preoccupanti conferme sui rischi alluvionali. Andrebbe finalmente fatto un ragionamento sulle aree alluvionali e sulla necessità di provvedere alla loro tutela e, ove necessario, alla delocalizzazione dei manufatti realizzati e di quelli per adesso solo programmati».

Sono le parole dell’architetto Antonio Perrotti del Comitatus Aquilanus in merito al preoccupante innalzamento del livello dell’acqua del fiume Aterno dovuto alle copiose piogge che non stanno dando tregua al territorio aquilano ed abruzzese.

Tutti i sindaci dei Comuni ricadenti nella Valle dell’Aterno sono stati tempestivamente informati e posti in stato di pre-allerta, al fine di garantire la piena operatività delle strutture comunali di protezione civile e l’eventuale attivazione delle misure previste dai rispettivi piani di emergenza.

Se in primo luogo, in caso di superata soglia d’allarme, massima attenzione è posta alla sicurezza dei cittadini, quanto accade non può non far sorgere delle riflessioni relative all’importanza di costruire bene e in sicurezza. Nonostante, come spiegato da Perrotti, sia in atto una seria revisione del Piano Difesa Alluvioni Regionale da parte dell’autorità di bacino, da parte dei Comuni «irresponsabilmente, vengono riproposte osservazioni e impugnative filoimmobiliari».

Giusto qualche settimana fa il Wwf Abruzzo, dopo aver effettuato un accesso agli atti, aveva ad esempio sottolineato la scarsa attenzione posta al contesto ambientale nella stesura del progetto di ricostruzione del complesso industriale dell’ex Zecca dell’Aquila. Gli ambientalisti hanno infatti denunciato come l’intero complesso si trovi all’interno della fascia di rispetto fluviale e lacuale, nonché in un’area a pericolosità elevata o molto elevata rispetto al rischio inondazioni.

Tutto questo assume ancora più rilevanza nel quadro del cambiamento climatico che sta portando sempre più spesso, anche nel nostro territorio, a fenomeni climatici e metereologici estremi.

«Siamo qua a denunciare preventivamente enti e dirigenti che subdolamente asseconderanno l’edificabilità nelle aree a rischio», ha concluso Perrotti.