05 Gennaio 2026 - 00:15:20
di Vanni Biordi
L’Abruzzo registra un aumento drammatico delle morti tra i pedoni nel 2025. Questa è la fotografia scattata dall’Osservatorio Sapidata-Asaps. L’idea centrale è che la sicurezza urbana sia fallita. Il punto di vista è quello della tutela della vita umana contro la velocità. Questo articolo si rivolge ai cittadini che ogni giorno percorrono i marciapiedi e alle amministrazioni locali. I numeri parlano chiaro: nel 2025 sono stati 12 i pedoni che hanno perso la vita sulle strade abruzzesi. Si tratta di un dato che non può essere ignorato. Ogni vittima rappresenta una famiglia distrutta e un fallimento del sistema stradale.
La distrazione al volante è la prima causa di questa strage silenziosa. Chi guida spesso non guarda la strada ma lo smartphone. Il punto di vista è critico verso le cattive abitudini degli automobilisti. Il messaggio è diretto a chiunque si metta alla guida di un veicolo. Molti incidenti avvengono proprio sulle strisce pedonali. Questo significa che nemmeno l’attraversamento protetto garantisce più la vita. Immaginate un anziano che va a fare la spesa o un bambino che esce da scuola. In un attimo, la distrazione di chi guida trasforma una normale commissione in tragedia.
Le città abruzzesi non sono disegnate per proteggere i più deboli. L’idea è che le infrastrutture attuali siano inadeguate e pericolose. Il punto di vista punta il dito contro la gestione del territorio. Il testo si rivolge ai sindaci e agli assessori alla mobilità. Spesso mancano luci adeguate sugli attraversamenti. I marciapiedi sono stretti o interrotti da ostacoli. In queste condizioni, il pedone è costretto a invadere la carreggiata. Quando la velocità delle auto supera i 50 chilometri orari, l’impatto è quasi sempre mortale. Servirebbero più dossi e più zone a velocità limitata per invertire la tendenza.
L’Asaps chiede interventi immediati per fermare la scia di sangue. L’associazione propone più controlli e sanzioni severissime. Il punto di vista è quello della legalità e della prevenzione. Il destinatario finale è il legislatore nazionale e locale. Non bastano i messaggi di cordoglio dopo un funerale. Servono telecamere che multino chi non dà la precedenza. Serve una cultura nuova che rimetta al centro la persona e non la velocità dell’auto. Se non cambiamo subito le regole, il bilancio del prossimo anno sarà ancora più pesante. La sicurezza non è un costo ma un diritto di ogni pedone.
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