06 Gennaio 2026 - 10:55:36
di Martina Colabianchi
La nuova agenzia Aral non danneggerà i lavoratori. E’ la rassicurazione che l’assessore regionale al Lavoro, Tiziana Magnacca, ha rivolto ai dipendenti che temono per la loro stabilità.
Ma le parole dell’assessore, che ha parlato di un percorso condiviso con i sindacati, sono state smentite in toto dalle stesse sigle sindacali.
«Il confronto con le organizzazioni sindacali, richiamato dall’assessore, non può essere considerato né compiuto né soddisfacente, soprattutto alla luce degli emendamenti approvati in Consiglio regionale, che hanno modificato in maniera sostanziale l’impianto originario della legge, incidendo direttamente sulle condizioni di lavoro, sulle prospettive professionali e sulle tutele del personale coinvolto», scrivono in una nota Luca Fusari, Vincenzo Mennucci e Alfiero Di Giammartino rispettivamente segretari generali Fp Cgil e Cisl Fp Abruzzo Molise e coordinatore regionale Uil Fpl Abruzzo.
I sindacalisti evidenziano inoltre come tali modifiche siano state introdotte senza un reale e preventivo confronto sindacale, generando legittime preoccupazioni tra le lavoratrici e i lavoratori. Gli impegni assunti dalla Giunta regionale, sia durante il confronto sindacale sia in audizione presso la Commissione consiliare permanente competente, erano chiari: assicurare a tutto il personale coinvolto nell’istituzione dell’Aral il diritto di scelta tra il transito nella nuova Agenzia o la permanenza in Regione.
L’assessore, nella sua replica, ha assicurato che chi entrerà in Aral manterrà le stesse garanzie del rapporto di lavoro con la Regione Abruzzo, addirittura con margini di miglioramento.
«Non bastano quindi rassicurazioni generiche sul mantenimento del contratto regionale o su futuri “margini di miglioramento” demandati alla contrattazione decentrata. Servono invece garanzie chiare, scritte e verificabili, a partire dalla piena salvaguardia dei trattamenti normativi ed economici e da una definizione trasparente dell’organizzazione del lavoro nella nuova Agenzia. Un’organizzazione che non può essere decisa a colpi di emendamenti in Consiglio regionale, in violazione degli accordi intercorsi con il sindacato», ribadiscono Fusari, Mennucci e Di Giammartino.
«Riteniamo strumentale – aggiungono – il richiamo ad altre vertenze occupazionali, come quella del settore automotive. La difesa dei diritti dei lavoratori pubblici, la qualità dei servizi ai cittadini e le rivendicazioni lavorative del settore privato non sono in contraddizione, ma procedono insieme: un servizio pubblico efficiente si costruisce solo attraverso il rispetto del lavoro e della professionalità di chi lo garantisce ogni giorno».
I segretari invitano quindi «l’assessore a concentrarsi sulle proposte di risoluzione delle crisi occupazionali, invece di alimentare contrasti strumentali con le vertenze in corso o di dispensare consigli su come gestire le assemblee del personale. Ci auguriamo davvero che questa non sia la linea politica della Giunta regionale».
LAQTV Live