07 Gennaio 2026 - 16:48:04

di Martina Colabianchi

Il grido d’allarme che si è levato dalle piazze della Valle Peligna lo scorso 31 dicembre non è rimasto un’eco isolata tra le montagne abruzzesi.

Le organizzazioni sindacali, forti di una partecipazione di massa che ha visto sfilare fianco a fianco lavoratori, studenti, pensionati e sindaci del territorio, hanno inviato formalmente alle istituzioni un manifesto unitario che punta dritto al cuore dell’emergenza industriale e sociale.

Al centro della mobilitazione c’è un’area che sta pagando un prezzo altissimo alla crisi dei settori trainanti: dall’automotive, con i timori legati ai siti di Marelli, Albasan e Sodecia, fino ai servizi avanzati di 3G, al commercio della Coop e alla gestione dei servizi essenziali di Cogesa.

La strategia delineata dai sindacati è chiara e si articola su un doppio binario istituzionale. Da un lato si chiede l’istituzione immediata di un Tavolo Permanente di Crisi e Sviluppo presso la Regione Abruzzo, volto al monitoraggio delle aziende e alla gestione degli ammortizzatori sociali; dall’altro, si guarda a Roma, sollecitando il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ad aprire un tavolo nazionale per riconoscere alla Valle Peligna lo status di area di crisi complessa o ad alto impatto sociale. Non si tratta solo di gestire un declino, ma di invertire la rotta attraverso un Patto Territoriale che sappia intercettare le risorse della programmazione FESR, FSE+ e del PNRR per trasformare la crisi in un’occasione di reindustrializzazione verde e digitale.

«Bisogna ripartire dal benessere e dalla salute delle persone, dall’istruzione e dalla formazione, incentivando gli investimenti nelle infrastrutture materiali e immateriali di collegamento», scrivono le sigle sindacali Cigl, Cisl, Uil e Ugl.

La posta in gioco è la sopravvivenza stessa delle aree interne contro lo spopolamento e la desertificazione produttiva. «Lo spopolamento e la desertificazione delle aree interne riguardano tutte e tutti, mettendo da parte individualismi e particolarismi, perché nessuno si salva da solo!», ribadiscono con forza i rappresentanti dei lavoratori, richiamando alla responsabilità collettiva.

L’impegno politico, intanto, è già stato messo nero su bianco. I consiglieri regionali presenti alla manifestazione si sono impegnati a tradurre le istanze del manifesto in una Risoluzione d’Urgenza da approvare nel primo Consiglio regionale utile, vincolando la Giunta a farsi portavoce presso il Governo centrale.

L’obiettivo è creare un circuito virtuoso fatto di incentivi fiscali, semplificazione amministrativa e potenziamento dei servizi essenziali, dalla sanità ospedaliera alla mobilità. «Misureremo, nei giorni a seguire, l’impegno assunto dalle istituzioni competenti e continueremo le mobilitazioni, perché non possiamo più perdere nemmeno un posto di lavoro», avvertono infine i sindacati.