07 Gennaio 2026 - 10:30:35
di Redazione
È atteso in mattinata un sopralluogo della polizia municipale dell’Aquila nella chiesa di San Bernardino di piazza d’Armi, dopo la proposta della Fraterna Tau di ospitarvi per la notte 24 migranti che da settimane dormono all’aperto, con temperature anche sotto lo zero.
Sono previste verifiche tecniche funzionali anche alla riacquisizione della struttura nel patrimonio del Comune. Il passaggio segue una riunione in Prefettura e riapre il fronte tra gestione dell’emergenza e rispetto delle regole.
Sulla struttura in questione pende, infatti, un’ordinanza di demolizione alla luce della sentenza n. 2113/2025 del Consiglio di Stato, in relazione alla cessazione delle funzioni di emergenza post-sisma, ma le associazioni che vi operano chiedono di preservarla per l’accoglienza e per le cerimonie cattoliche e ortodosse, attraverso una convenzione.
La vicenda ha assunto un rilievo politico. Il Partito Democratico dell’Aquila, in un comunicato, chiede di aprire la chiesa ai migranti «almeno per le prossime notti» oppure di individuare immediatamente soluzioni alternative, indicando anche spazi pubblici inutilizzati come l’ex asilo di viale Duca degli Abruzzi.
Annunciata, inoltre, la predisposizione di un atto parlamentare da parte del senatore Michele Fina.
Critiche arrivano anche da Sinistra italiana, che denuncia l’assenza in città di un dormitorio pubblico e accusa il Comune di non aver avanzato proposte concrete per garantire un ricovero temporaneo a chi dorme per strada.
I consiglieri comunali di minoranza Paolo Romano e Lorenzo Rotellini contestano l’impostazione della vicenda, ricordando precedenti indirizzi del Consiglio comunale orientati a una soluzione condivisa e giudicando «incomprensibile» che a intervenire sia stato l’assessore all’Urbanistica e non quello alle Politiche sociali.
Intervento in favore dell’accoglienza anche da parte del consigliere Alessandro Tomassoni, mentre la vicenda continua ad alimentare reazioni sui social.
«Basta strumentalizzare la sofferenza. Il Comune dell’Aquila ha una posizione chiara: l’ex chiesa in Piazza D’Armi non ha alcun titolo per diventare un dormitorio e non permetteremo che una struttura destinata alla demolizione venga occupata abusivamente per riempirla di richiedenti asilo – chiarisce nuovamente l’assessore Francesco De Santis – La gestione dell’immigrazione non é di nostra competenza, mentre é nostra responsabilità garantire sicurezza e legalità nella nostra città. Noi gestiamo già, con non poche difficoltà, le strutture per i minori. Il boccheggiante Partito Democratico, che con un’arroganza degna di miglior causa, si é fatto promotore di nobili proclami e presunte celestiniane intenzioni, é nelle condizioni di essere coerente con quello che propone: apra la propria sede di partito in Via Paganica, in pieno centro storico. Sono oltre 150 mq riscaldati e accoglienti, nei quali potranno ospitare per le prossime notti tutti i richiedenti asilo che vorranno».
Intervengono così sul dibattito in corso anche i consiglieri comunali Alessandro Maccarone, Laura Cococcetta, Maria Luisa Ianni, Guglielmo Santella, Luigi Faccia e Stefano Flamini, del gruppo consiliare L’Aquila Protagonista.
«Seguiamo con attenzione la vicenda relativa alle ipotesi di utilizzo della struttura di San Bernardino in Piazza d’Armi emerse nel dibattito pubblico. È opportuno chiarire sin da subito che non esiste alcuna autorizzazione comunale per la realizzazione di un dormitorio all’interno della struttura. Allo stesso tempo, è necessario sottrarre il tema a letture semplificate che rischiano di alimentare divisioni e tensioni senza offrire soluzioni reali. Il disagio sociale non si governa con annunci o contrapposizioni ideologiche, ma con politiche pubbliche serie, continue e misurabili – precisano – Va ricordato che le politiche sociali del Comune dell’Aquila, guidate dall’assessore Manuela Tursini, sono attive e pienamente operative per rispondere alle necessità di competenza comunale. Attraverso una rete di interventi strutturati l’amministrazione garantisce quotidianamente attenzione concreta alle fragilità, con politiche strutturali e non improvvisazioni o soluzioni estemporanee».
«I senza fissa dimora sono supportati all’interno deI progetto “Homeless ed Invisibili”, che nasce per la prima volta con questo assessorato ed è una delle più importanti azioni messe in campo dall’amministrazione Biondi, che mira a restituire dignità abitativa e lavorativa ai senza fissa dimora e agli invisibili che vivono ai margini della nostra società, attraverso una presa in carico complessiva, nel rispetto della dignità delle persone e della sicurezza della comunità. Inoltre il SAI – Servizio Accoglienza ed Integrazione, di competenza dell’assessorato alle Politiche Sociali, si conferma un modello d’eccellenza e garantisce interventi multidisciplinari che spaziano dal supporto psicologico e legale ai corsi di lingua e all’inserimento lavorativo, assicurando una reale integrazione socio-economica. È con questo assessorato che il SAI è stato potenziato, aumentando considerevolmente il numero dei beneficiari. Su competenze extra comunali, quali la gestione degli immigrati adulti, siamo pronti alla massima collaborazione istituzionale», proseguono.
«L’Aquila ha dimostrato nel tempo di essere una città capace di inclusione, come avvenuto in occasioni difficili e straordinarie, dall’accoglienza dei cittadini afghani fino a quella delle persone in fuga dalla guerra in Ucraina. Un’esperienza che richiama chi amministra a tenere insieme legalità, solidarietà e senso delle istituzioni. È proprio questo equilibrio, e non la ricerca del consenso facile, a qualificare l’azione di governo di una comunità locale. Chi ha davvero a cuore la sicurezza della città sa che i problemi complessi non si risolvono con slogan, ma con istituzioni che funzionano e politiche che durano nel tempo – concludono –L’ipotesi di un dormitorio improvvisato resta fuori da ogni programmazione nell’indirizzo politico dell’Amministrazione. Su temi che riguardano l’immigrazione, dove strumenti e competenze non sono comunali, l’attenzione resta altissima e continueremo ad affrontare questi temi con percorsi legittimi e condivisi – concludono –Sull’accoglienza la risposta non può essere affidata a semplificazioni o forzature, ma alla costruzione di un serio e legittimo percorso con le istituzioni preposte. L’Aquila ha bisogno di politiche che governino i problemi, senza populismi che li amplifichino».

LAQTV Live