07 Gennaio 2026 - 10:02:54

di Redazione

Buona la qualità dell’aria in Abruzzo in tutti i capoluoghi abruzzesi.

Il particolato atmosferico (PM 10 e PM 2.5 ), in base a un’analisi preliminare sui dati del 2025, pubblicata dalla rubrica OsservaTE e basata sulle rilevazioni ARPA Abruzzo, mostra infatti che le concentrazioni attuali sono generalmente al di sotto dei limiti da raggiungere entro l’11 dicembre 2026, termine fissato entro cui tutti i Paesi dell’Unione Europea dovranno adeguarsi a limiti più stringenti sulle concentrazioni di inquinanti, secondo la Direttiva europea per un’aria più pulita.

L’obiettivo è infatti garantire aria più salubre per tutti, riducendo l’esposizione a sostanze che possono avere effetti negativi sulla salute, in particolare sul sistema respiratorio e cardiovascolare.

Tuttavia, scrive in una nota OsservaTe, «questo risultato è solo parzialmente rassicurante, perché in alcune città i valori si avvicinano già ai limiti più severi che entreranno in vigore successivamente, da rispettare entro il 1° gennaio 2030».

Con riferimento alle polveri sottili, la normativa europea stabilisce che entro l’11 dicembre 2026 le concentrazioni di PM10 non debbano superare il valore di 50 µg/m³ come media giornaliera per più di 35 giorni all’anno e che la concentrazione media annuale resti al di sotto dei 40 µg/m³.

Per il PM2.5, il valore limite della concentrazione media annuale è fissato invece a 25 µg/m³. Successivamente a tale data, i limiti per entrambe le frazioni di particolato saranno ulteriormente ridotti e dovranno essere pienamente raggiunti entro il 1° gennaio 2030.

I valori delle concentrazioni medie annuali di particolato (PM2.5 e PM10) risultano inferiori ai limiti da rispettare entro l’11 dicembre 2026 in tutti i capoluoghi abruzzesi. Tuttavia, se si considerano i valori limite più restrittivi previsti per il 2030, emerge un quadro maggiormente critico. In particolare, Chieti e Pescara presentano lievi superamenti del limite per il PM10, mentre per il PM2.5 le stesse città mostrano scostamenti più significativi, ai quali si aggiunge anche Teramo, seppur con un superamento contenuto.

La sola città dell’Aquila risulta pienamente conforme a entrambi i limiti, per entrambe le frazioni di particolato

L’adeguamento a questi nuovi standard richiederà quindi uno sforzo significativo.

«I dati del 2025 offrono un quadro iniziale utile, ma il vero banco di prova arriverà nei prossimi anni con i limiti più stringenti previsti per il 2030 – spiega Andrea Di Antonio, fisico dell’atmosfera e curatore della rubrica OsservaTE – L’analisi mostra che alcune città dovranno intensificare le azioni per ridurre le emissioni di particolato, soprattutto quello più fine, che ha effetti più rilevanti sulla salute umana. Il percorso verso un’aria davvero più pulita richiederà un impegno costante da parte delle istituzioni e dei cittadini».

Gli sforzi futuri dovranno concentrarsi su settori chiave come traffico, industria e riscaldamento domestico, con interventi mirati e coordinati per ottenere risultati concreti.

La sfida sarà consolidare le buone pratiche già avviate, senza dare per scontato il rispetto dei
limiti attuali, che rappresentano soltanto un punto di partenza. L’analisi di OsservaTE sottolinea come la qualità dell’aria non sia solo un obbligo normativo, ma anche un’opportunità per rendere le città più sostenibili e vivibili.

I dati preliminari del 2025 offrono uno spunto di riflessione, evidenziando sia i progressi compiuti sia le sfide che attendono i capoluoghi abruzzesi nei prossimi anni.