07 Gennaio 2026 - 16:53:43
di Redazione
La giornata di oggi aveva una sola parola d’ordine: prudenza, e valeva per i fratelli Totani così come per tutti gli altri equipaggi in gara. Perché oggi si è corsa la prima parte della prima tappa marathon delle due previste in questa Dakar2026, e stasera al bivacco ‘refuge’ non ci saranno le assistenze. Certo, i piloti non saranno soli e i più fortunati, fra cui gli aquilani, avranno i loro camion di assistenza veloce che arriveranno, tardi, ma arriveranno, e potranno garantire una piccola manutenzione e soprattutto uno sguardo attento a tutti i veicoli della squadra fornendo gli eventuali ricambi necessari.
La tappa è stata veloce perché per coprire i previsti 452 chilometri il pilota vincitore della tappa, oggi il sudafricano Henk Lategan, ci ha messo 4h47’ ad una media dunque di 94 chilometri e mezzo, non male se si calcolano i diversi terreni trovati lungo il percorso e la tanta polvere. I fratelli Silvio e Tito Totani stamattina sono partiti dalla 92esima posizione, alle 8,12, e davanti a loro c’erano un buon numero di piloti veloci, anche loro arretrati per noie meccaniche varie, quindi la prima parte è stata senza dubbio scorrevole. La ‘maledizione’ del primo posto ha colpito anche oggi: mentre ieri sia Quintero sia De Mevius, vincitori della seconda e della prima tappa rispettivamente, sono rimasti senza ruote di scorta, costretti ad aspettare i compagni di squadra e ad elemosinare una gomma, oggi è toccato al vincitore di ieri, Mitch Gutrie che partito in testa deve aver sbagliato qualcosina, nel senso di navigazione, e ha pagato un ritardo di ben 44 minuti al traguardo chiudendo 27° di tappa.
La classifica odierna, non ancora definitiva, vede i Totani intorno alla 65. posizione, con un tempo di 6 ore e tre minuti e cioè con una media oraria di 74km/h che non è niente male. Impossibile parlare con loro visto che il bivacco marathon non ha né connessione né campo quindi non si riesce a scambiare due chiacchiere con nessuno. In classifica generale si aggirano sulla 70. posizione con il loro Optimus due ruote motrici e tutto sommato senza quei 29 minuti di penalità rimediati per gli eccessi di velocità avrebbero solo una decina di posizioni in meno. L’importante ora è fidarsi di se stessi e non commettere errori: la strada è ancora molto lunga.
Domani la seconda parte della tappa marathon porterà la carovana della 48.Dakar a Hail e di nuovo le due categorie, moto e auto, avranno un percorso diverso: 352 km per le moto e 371 km per la speciale auto, camion e SSV con soli due chilometri in partenza, di trasferimento e 54 per raggiungere poi il bivacco di Hail. E’ una speciale che in parte si conosce già, visto che intorno ad Hail la Dakar e anche altre gare saudite ci hanno girato in questi ultimi anni in lungo e largo: poca, pochissima sabbia ma tanta montagna, pietre e piste dure. La prima auto entrerà in speciale alle 8 e si troverà subito a combattere con le tracce lasciate il giorno prima per un breve tratto e poi con piste parallele sabbiose, ma abbastanza veloci.
Una curiosità: a oggi, quarta tappa, sulla Dakar 2026 ci sono stati 14 abbandoni e fra questi 3 camion e 4 auto tra cui oggi anche il vincitore 2025, Yazeed Al Rajhi : purtroppo un po’ più sfortunati i piloti moto che su questi percorsi così duri hanno riportato anche qualche frattura, oltre alle rotture meccaniche, vedi Svitko o Al Balooshi.
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