07 Gennaio 2026 - 11:32:13

di Tommaso Cotellessa

L’Aquila apre simbolicamente il suo cammino verso il 2026, anno che la vedrà Capitale italiana della Cultura, rinnovando una delle tradizioni più longeve e identitarie del territorio: Il Pianeta Maldicenza.

Giunto alla sua ventunesima edizione il Festival della critica sincera e costruttiva nella tradizione aquilana di Sant’Agnese prenderà il via, come di consueto, nei giorni che ruotano attorno al 21 gennaio.

Con la consueta ironia – «abbiamo lasciato spazio a Mattarella per il 17», scherza Angelo De Nicola, presentando l’evento che ambisce ad essere il primo grande appuntamento culturale dell’anno.

L’obiettivo è tener viva una tradizione antica, valorizzando una “festa strana e singolare” che gli aquilani celebrano almeno dal Settecento e che, proprio per la sua longevità, non può essere liquidata come semplice folclore o, peggio, come usanza negativa.

Il programma della 21ª edizione è ricco e articolato, a partire da un convegno internazionale sul dialetto, con relatori provenienti da tutta Europa. Un tema centrale per la comunità aquilana: «Dopo il sisma il dialetto è stato per noi un’identità civica», spiega De Nicola, ricordando il lavoro portato avanti negli anni insieme al professor Avolio dell’Università dell’Aquila.

Spazio poi al teatro con la tradizionale commedia della Compagnia degli Instabili, formata da attori non professionisti che scelgono di mettersi in gioco, incarnando lo spirito autentico e popolare del festival.

Tra i momenti più attesi, il confronto sul tema “silenzio e maldicenza” con Frate Emiliano Antenucci, rettore della Basilica del Santuario del Silenzio di Avezzano. Un dialogo che si preannuncia suggestivo, mettendo a confronto due concetti apparentemente opposti ma profondamente legati alla dimensione umana e comunitaria.

La domenica vedrà protagonista Vincenzo Olivieri, comico abruzzese di grande talento, impegnato in uno spettacolo fortemente legato al dialetto e alla sua personale interpretazione di quella che definisce “maldicenza 2.0”. L’appuntamento è all’Aquilone, dove tradizione e contemporaneità si incontreranno nel linguaggio della comicità.

Gran finale il 21 gennaio con la consegna dell’Agnesino, premio simbolo del festival. Quest’anno il riconoscimento sarà accompagnato dalla mostra-concorso dei Pittori Aquilani che avrà come tema proprio la maldicenza. Ben 37 artisti hanno interpretato questo concetto attraverso l’arte: il migliore sarà premiato come Agnesino della 21ª edizione.

Il Pianeta Maldicenza si conferma così non solo come evento identitario, ma come spazio di riflessione, confronto e cultura viva. Un modo autenticamente aquilano di aprire un anno che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici.