08 Gennaio 2026 - 09:38:45

di Redazione

«Il declino del capitale umano ridisegna i problemi di carattere strutturale come invecchiamento della popolazione e riduzione della forza lavoro con conseguente rallentamento dell’innovazione. In Italia secondo l’ufficio parlamentare del bilancio, dati luglio 2025, il calo delle nascite e l’aumento degli anziani porteranno entro metà del secolo a 4 milioni di lavoratori in meno e un debito al 139% del Pil».

Lo affermano il segretario generale Uil Abruzzo Michele Lombardo e il responsabile del comparto immigrazione Massimo Longaretti che intervengono su occupazione e immigrazione in Abruzzo: «Un recente rapporto della UE sottolinea come circa 3/4 delle piccole e medie imprese europee abbiano serie difficoltà a reclutare lavoratori qualificati, fenomeno in crescita con il progressivo invecchiamento della popolazione. Tanto è vero che con il decreto flussi il governo italiano, ha ammesso ben 450.000 lavoratori stranieri nel triennio 2023/2025, necessari per il Paese. In Abruzzo stando alle analisi della Banca D’Italia, nel 2024 la produzione è aumentata dello 0,6%, in linea con il dato nazionale ma in rallentamento dello 2,1% rispetto all’anno precedente a causa principalmente della contrazione del comparto automotive. Nel mercato del lavoro, il 2024 ha fatto registrare una crescita dell’occupazione, benché anche qui inferiore a quella del 2023, ma con assunzioni prevalentemente in imprese di grandi dimensioni e nei servizi. Dall’altra parte però abbiamo anche un aumento della cassa integrazione specialmente nel comparto dei mezzi di trasporto e dell’indotto».

«In questo contesto economico e sociale –spiegano Lombardo e Longaretti – si inserisce anche il fenomeno migratorio abruzzese, con la presenza di ben 158 nazionalità straniere. Secondo i dati ISTAT al 31/12/2024, i residenti stranieri in Abruzzo sono 91.170 pari al 7,2% della popolazione totale. La popolazione straniera è composta dal 50,8% da donne e si tratta inoltre di una popolazione mediamente più giovane di quella locale, con 25.539 unità nella provincia dell’Aquila, 25.330 unità a Teramo, 22.016 unità a Chieti e 18.285 unità a Pescara. Nel 2024 i principali indicatori attestano che, nella nostra regione, su 507.890 occupati totali il 7,7% è rappresentato da cittadini stranieri, presenti prevalentemente nel terziario (55,2%), tra cui il 14,9% nel commercio ed il 3,1% nel lavoro domestico; con l’agricoltura che assorbe 9,9% della manodopera straniera. In generale 91.170 sono i residenti stranieri ed il 17,8% sono minori.  Tanto che nell’anno scolastico 2023/2024 gli studenti stranieri iscritti sono stati 14.712 e le imprese condotte da persone nate all’estero sfiorano le 15mila unità, precisamente 14.789».

«Da questo quadro si evince – sottolinea il segretario generale Uil Abruzzo Michele Lombardo – come sia fondamentale istituire una commissione regionale per l’immigrazione in Regione Abruzzo in cui dovranno confrontarsi le parti sociali, l’Anci e le prefetture, che già svolgono un importante lavoro, per coordinare politiche mirate globali per una sempre maggiore consapevolezza del fenomeno, del miglioramento dell’integrazione e per la sicurezza nella nostra regione. Siamo convinti della bontà dell’iniziativa e pertanto continueremo a chiedere il tavolo di coordinamento per l’immigrazione, restando, come sempre a disposizioni delle istituzioni»