08 Gennaio 2026 - 12:38:37
di Martina Colabianchi
Continua quella che il consigliere Paolo Romano definisce la “soap opera” del Ponte Belvedere, infrastruttura attesa da anni dalla città dell’Aquila e attualmente in fase di ricostruzione.
«L’ennesima ordinanza di proroga per lo sgombero del civico 29 – tramite la quale gli inquilini dell’immobile che si trova proprio sotto Ponte Belvedere vengono smistati dal 2021 tra progetti case e hotel a causa dei lavori – certifica, ancora una volta, il grave ritardo di un’infrastruttura annunciata ogni volta come imminente dall’amministrazione Biondi», scrive il consigliere comunale di L’Aquila Nuova.
«L’ultima scadenza fissata è il 16 aprile 2026, una data che – è bene chiarirlo – non coinciderà con l’apertura del ponte, ma forse semplicemente con la fine del montaggio dell’impalcato. Un dettaglio non secondario, che racconta meglio di qualunque conferenza o comunicato stampa lo stato reale dell’opera».
«Siamo ormai di fronte a una vera e propria soap opera, in cui cittadini e amministratori scoprono l’avanzamento dei lavori spulciando attraverso le proroghe delle ordinanze di sgombero», continua il consigliere.
«Il tutto appare ancora più grave se si considera che il termine originario prevedeva 270 giorni di lavori a base d’asta, ridotti 200 col ribasso, di gara, poi ridiventati 270 con il progetto esecutivo in variante redatto dall’impresa: pratica che ho denunciato a più riprese. Oggi siamo ben oltre quelle tempistiche, senza che sia mai stata raccontata con chiarezza la reale evoluzione del cantiere».
«Senza tornare indietro fino al 2021, basta elencare le ultime ordinanze di sgombero per comprendere la portata del ritardo – prosegue Romano -: Ordinanza n. 5: dal 20/03 al 30/06/2025; Ordinanza n. 8: dal 01/07 al 13/08/2025; Ordinanza n. 10: dal 14/08 al 30/09/2025; Ordinanza n. 11: dal 30/09 al 31/12/2025; Ordinanza n. 12: dal 01/01 al 16/04/2026».
«Una sequenza che parla da sola e che rende evidente quanto non si voglia raccontare ai cittadini cosa stia realmente accadendo sul Ponte Belvedere e anche quanto gli inquilini del civico 29 di via Fontesecco siano trattati come pacchi. Di non secondaria importanza è che il costo della permanenza dei residenti del civico 29 non è più computata sui costi di progetto, palesemente insufficienti come stanziati in origine, ma sul bilancio comunale; i costi lievitano per i ritardi dell’impresa ma anziché conteggiare le penali, li fanno pagare alla collettività aquilana: una procedura da denunciare con forza poiché si palesa come un raggiro delle norme in materia».
«L’Aquila merita infrastrutture funzionanti, tempi certi, procedure trasparenti e soprattutto verità, non annunci a effetto smentiti puntualmente dai documenti ufficiali. Continuare a nascondere i ritardi dietro slogan e proclami – conclude – è pratica da imbonitori non certo da amministratori».
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