08 Gennaio 2026 - 16:49:23
di Tommaso Cotellessa
Un’operazione estremamente complicata ma al contempo di enorme importanza, l’ultima speranza per curare una paziente in extrema ratio.
Questa la natura dell’intervento eseguito all’interno dell’ospedale Santissima Annunziata di Sulmona, dove una donna di 84 anni, residente in un centro della Valle Peligna, è stata sottoposta all’asportazione radicale della vulva e alla ricostruzione parziale dell’uretra con contestale rimozione dei linfonodi inguinali bilateralmente.
L’intervento ha consentito la rimozione di un cancro della vulva di 6 centimetri che provocava alla donna dolori continui e lancinanti. Sin dal giorno successivo all’intervento la donna dichiarato di constatare una riduzione del dolore, dando così testimonianza della necessità e della buona riuscita di un intervento ritenuto particolarmente rischioso non solo per lo specifico problema ma anche per l’età della paziente.
Il tumore in questione, così come certificato da numerosi centri poteva essere trattato né con radio né con chemioterapia, per questo messa alle stretta dalla difficile condizione vissuta la donna si è vista costretta a percorrere l’opzione chirurgica per la quale ha scelto di affidarsi al reparto di Ostetricia e ginecologia di Sulmona, diretto dal dott. Cosma Cosenza.
L’operazione, effettuata nelle settimane scorse, riporta alla ribalta il reparto dell’ospedale di Sulmona che, con un corale lavoro svolto in team, è riuscito a risolvere un caso il cui trattamento è di solito appannaggio di centri specializzati.
La delicata operazione è stata compiuta da un’équipe composta dal primario Cosenza e dai colleghi di reparto Annamaria Stammitti, Yda Rapini e Gianluca Di Luigi, affiancati dagli anestesisti diretti dalla dott.ssa Annamaria De Santis. Importante il contributo di tutto il personale infermieristico e degli altri reparti che, a diverso titolo, sono stati coinvolti.
«La buona riuscita di operazioni così rischiose in piccoli ospedali come il nostro – ha spiegato Cosenza – è dovuta al pieno coinvolgimento e al totale affiatamento di tutti i reparti che si mettono al servizio delle esigenze del malato. Grazie a questo spirito di squadra riusciamo ad alzare l’asticella e a trattare con successo casi complessi di pazienti anziani, riportando l’attenzione sull’ospedale non solo nella Valle Peligna ma anche in altre aree».
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