09 Gennaio 2026 - 11:07:52

di Redazione

 «Buongiorno a questa parte della destra che si sveglia e solo ora comprende la gravità di privatizzare il trasporto pubblico. Era dicembre del 2023 quando in tempo utile contestai immediatamente l’intenzione della Giunta regionale di privatizzare, a partire da gennaio 2024, alcune corse della Tua, nell’Alto Aterno e in Marsica, definite ‘a carattere marginale’. Peccato che a destra nessuno fino a ieri si sia mai accorto di questo problema infischiandosene della tutela del territorio, dei lavoratori e in particolare delle aree interne».

Lo afferma il consigliere regionale del Partito Democratico e e vicepresidente della Commissione Bilancio Pierpaolo Pietrucci, all’indomani della richiesta di audizione dei vertici di Tua in commissione territorio da parte della consigliera leghista Carla Mannetti.

«Intanto con questua destra – continua Pietrucci – in Abruzzo continuiamo ad avere il Trasporto pubblico locale più insignificante al mondo, organizzato malissimo e che oltre a non garantire il diritto alla mobilità, specialmente nelle aree interne, non collega nemmeno il capoluogo di Regione direttamente all’aeroporto regionale di Pescara. Tantomeno ci sono bus che collegano L’Aquila alle principali località sciistiche e di montagna, mentre la proposta di Luciano D’Amico sulla gratuità dei trasporti pubblico per tutti, nemmeno viene presa in considerazione».

«Il trasporto pubblico rispetto a come organizzato oggi – conclude il consigliere regionale – andrebbe rivoluzionato e non esternalizzato come sta facendo Marsilio, disposto ormai a fare tagli su tutto a causa del suo malgoverno, indebolendo anche Tua e peggiorando così i suoi servizi. A rimetterci, manco a dirlo, i territori e in particolare chi vive nelle aree interne, a cui viene negato il diritto alla mobilità incentivando così lo spopolamento. Temo non basterà la richiesta di Commissione di Carla Mannetti ormai in rotta e in aperto dissenso con la maggioranza (tanto é vero che non ha votato neanche il bilancio in Consiglio il 30 dicembre) e dimostrando comunque dignità e autonomia di scelta per il bene delle aree interne, per cambiare le politiche scellerate che ormai da troppo tempo colpiscono l’Abruzzo e compromettono il futuro della nostra Regione».