09 Gennaio 2026 - 12:49:37
di Redazione
La città di Avezzano si prepara a rivivere una data indimenticabile, quella legata al sisma che sconvolse la Marsica nel 1915. Il 13 gennaio 2026, il capoluogo marsicano si sveglierà ancora una volta sotto il cielo della memoria, ma questa volta si parlerà anche e soprattutto di futuro.
«Fummo tragicamente scossi – afferma il sindaco Giovanni Di Pangrazio – dal punto di vista territoriale, materiale, umano e sociale, ma resistemmo e rinascemmo come comunità: è questo il valore profondo che va oltre il lutto e oltre la storia. Quest’anno abbiamo scelto di dare una sfumatura diversa alla data del ricordo: non solo vita passata, ma anche vita futura, con il coinvolgimento dei ragazzi delle scuole».
Sarà presente, alla giornata di commemorazione, anche il direttore dell’Agenzia di Protezione Civile regionale, l’avvocato Maurizio Scelli. Il programma sarà diviso in tre momenti, tutti con una funzione precisa: si inizierà alle ore 10 con la commemorazione del ricordo delle vittime del sisma presso il Monumento alle vittime sito sul Monte Salviano, con autorità civili, miliari, religiose e con le associazioni d’arma. Verrà deposta la corona d’alloro alla presenza del Vescovo dei Marsi Giovanni Massaro e del presidente di Assoarma, 1° Capitano Maddalena. Presente anche l’Associazione bandistica Castelnuovo Città di Avezzano.
Alle ore 11, invece, presso Piazza San Bartolomeo, luogo di memoria e futuro, con il Rotary Club di Avezzano, verrà realizzata la seconda tappa del progetto “Avezzano che fu”: i cittadini, inquadrando prima un codice e poi l’area circostante con il proprio smartphone, potranno visualizzare in realtà aumentata la storica Piazza com’era prima della distruzione del sisma. A seguire, alle ore 11 e 30, nei pressi dello spazio verde del Castello Orsini – altro monumento che ricorda l’identità passata degli avezzanesi – grazie all’Agenzia di Protezione Civile, verranno esposte sei macchine dell’emergenza operative, tra cui anche la Sala Operativa Mobile Camper IVECO. Saranno presenti anche uomini e mezzi della Protezione Civile della città.
All’interno del Castello, invece, sempre alle ore 11 e 30, ci sarà la terza ed ultima parte della giornata di commemorazione: gli studenti delle scuole primarie e superiori di primo grado racconteranno sul palco con progetti grafici, artistici o multimediali, la loro personale esperienza con i luoghi della storia
della città.
«Il vocabolo terremoto è trasparente e fragile, collega tra di loro passato e futuro: è una cesura naturale che fa emergere – afferma ancora il sindaco – resistenza e resilienza, ma anche fede nelle capacità dell’uomo. Oltre alle vittime, oltre alle macerie, oltre alle case che vengono giù nelle zone del mondo terremotare, diventa orfana spesso anche la storia, senza più appigli fisici e monumentali. Tutto è da ricostruire, anche l’identità di una comunità; la stessa operazione di ricostruzione di rinascita è stata eseguita ad Avezzano».
ll 13 gennaio 2026, infine, sul quotidiano “Il Centro” gli studenti delle scuole superiori di secondo grado della città saranno i protagonisti di un inserto “speciale” di quattro pagine: i ragazzi, giornalisti per un giorno, daranno con i loro articoli nuovi significati al vocabolo terremoto. Oggi i giovani come vivono il rapporto con le loro radici territoriali? Nell’epoca moderna, digitale e governata dall’Intelligenza artificiale, la parola terremoto quale forma o sfumatura assume? «Ringrazio – conclude il sindaco – l’assessore al turismo Alessandro Pierleoni per l’ottimo lavoro svolto e il consigliere comunale con delega
alla protezione civile Maurizio Seritti per il contributo fondamentale dato all’organizzazione della giornata. La data del 13 gennaio sarà un’occasione importante per tornare a parlare di coesione, unità e sviluppo. Siamo stati terremoto ma siamo soprattutto comunità: non rivali, ma alfieri dello stesso territorio e custodi dello stesso cammino».
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