10 Gennaio 2026 - 08:20:11
di Redazione
LNDC Animal Protection e LAV hanno inviato una formale diffida al Comune di Sulmona, chiedendo l’immediata sospensione e l’annullamento in autotutela della procedura avviata per l’affidamento del servizio di ricovero, custodia e mantenimento dei cani randagi, prevista in regime esternalizzato a partire dal 1° gennaio 2026.
Secondo le due associazioni, «gli atti adottati dall’amministrazione comunale presentano gravi profili di illegittimità sotto il profilo normativo, amministrativo ed economico, tali da mettere seriamente a rischio il benessere degli animali e da compromettere l’interesse pubblico rispetto a un servizio essenziale svolto secondo criteri di qualità, trasparenza e legalità».
In particolare, LNDC e LAV denunciano «la totale assenza di standard qualitativi minimi vincolanti relativi alla gestione del canile, al personale, alla cura sanitaria, alla pulizia, all’arricchimento ambientale, alla gestione comportamentale e ai controlli sul benessere animale. Una mancanza gravissima che rende il servizio di fatto non verificabile e apre la strada a gestioni inadeguate e potenzialmente lesive per gli animali ospitati».
Ulteriori criticità riguardano «la modifica postuma delle regole di gara, con l’introduzione di documentazione e condizioni non previste nell’avviso pubblico originario, in violazione dei principi di parità di trattamento, trasparenza e certezza delle regole. Una condotta che, secondo le associazioni, altera la concorrenza e compromette la legittimità dell’intera procedura».
LNDC Animal Protection e LAV evidenziano inoltre «l’incongruità dell’importo economico previsto, drasticamente ridotto rispetto agli affidamenti precedenti e del tutto incompatibile con il rispetto degli standard minimi di benessere animale. L’impostazione adottata rischia di favorire una logica di massimo ribasso, espressamente vietata dalla normativa regionale e nazionale per servizi così delicati, e già in passato stigmatizzata anche da ANAC»
Particolarmente grave «è anche la mancata tutela del diritto di prelazione delle associazioni protezionistiche, previsto dalla normativa regionale, che nella procedura in esame risulta svuotato di contenuto e di fatto inapplicabile. A ciò si aggiunge la reiterazione di affidamenti e proroghe senza evidenze pubbliche sulla qualità del servizio svolto e sui controlli effettuati», aggiungono le associazioni.
“La gestione del randagismo e dei canili – dichiarano LNDC Animal Protection e LAV – non può essere affrontata come una semplice questione contabile e finanziaria. Si tratta di un servizio pubblico fondamentale che coinvolge esseri senzienti e richiede competenza, trasparenza, risorse adeguate e controlli rigorosi. Qualsiasi scorciatoia amministrativa si traduce in sofferenza per gli animali e in un danno per la collettività».
Le associazioni hanno quindi chiesto al Comune di Sulmona «di ritirare gli atti adottati, sospendere la procedura in corso e indire una nuova selezione pienamente conforme alla normativa vigente, fondata su criteri qualitativi, su una base economica congrua e su reali garanzie di benessere animale. In mancanza di riscontro, LNDC Animal Protection e LAV si riservano di attivare tutte le azioni necessarie nelle sedi competenti, anche a tutela della legalità e dell’interesse pubblico».
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