10 Gennaio 2026 - 15:51:43
di Martina Colabianchi
«La Legge Nordio comporta un indebolimento nella tutela dei cittadini, incidendo negativamente sull’equilibrio tra i poteri dello Stato e quindi sull’indipendenza dei giudici e pm».
Ad affermarlo è il Coordinamento dell’articolazione territoriale Abruzzo del Comitato “Giusto dire no” referendum legge Nordio che si è costituito a Pescara.
Il governo, anche secondo quanto dichiarato dalla premier Giorgia Meloni nel corso della tradizionale conferenza di inizio anno, sarebbe orientato verso la data di domenica 22 marzo, con possibile estensione a lunedì 23.
Gli italiani saranno chiamati ad esprimersi sulla separazione delle carriere dei magistrati, lo sdoppiamento del Csm e l’istituzione di un’Alta Corte disciplinare esterna con il compito di giudicare i magistrati dal punto di vista disciplinare.
I sondaggi realizzati tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026 delineano un quadro in cui il “Sì” è attualmente in vantaggio, ma con un margine che si sta assottigliando e un numero altissimo di cittadini ancora indecisi o poco informati. Queste settimane che ci separano dal voto saranno quindi cruciali, per entrambi i fronti, per convincere quanti più indecisi possibili.
Il coordinamento abruzzese per il “No” è chiaro: la riforma «non affronta le reali problematiche dei cittadini e della giustizia: la carenza di magistrati e personale amministrativo nonché l’eccessivo numero e durata dei processi», «non contribuisce a garantire la terzietà del giudice che è già assicurata dalla Costituzione come dimostra la lotta della magistratura alle mafie, alla corruzione, ai terrorismi di ogni colore, per le garanzie dei diritti».
La «finalità reale», conclude il coordinamento, «è quella di alterare gli equilibri costituzionali tra magistratura, il potere dei partiti e dell’esecutivo. Per raggiungere l’obiettivo la Legge Nordio indebolisce l’indipendenza della magistratura e di conseguenza la tutela dei diritti dei cittadini».
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