11 Gennaio 2026 - 20:25:09
di Vanni Biordi
L’Aquila rischia una crisi sociale per la gestione dei migranti e dei senzatetto. Il Comune vuole demolire la mensa e il centro di accoglienza della Fraterna Tau, ignorando un voto del Consiglio comunale che chiedeva di salvare queste strutture. Stefano Albano, capogruppo del Pd, accusa il sindaco Pierluigi Biondi di nascondersi dietro i social invece di affrontare il problema nelle sedi istituzionali.
La tensione è altissima dopo che diversi migranti sono rimasti per settimane al freddo davanti alla Prefettura senza una sistemazione adeguata. La questione riguarda il complesso di San Bernardino a Piazza d’Armi. La Protezione Civile ha costruito questa struttura dopo il terremoto del 2009 per ospitare una chiesa, una mensa e un centro di accoglienza. Dal 2010 la gestione è affidata alla Fraterna Tau. Nel 2020 il Comune ha ordinato la demolizione dei manufatti. La Fraterna Tau ha fatto ricorso al Tar e poi al Consiglio di Stato. I giudici hanno stabilito che la chiesa va abbattuta, ma la mensa e il centro di accoglienza possono restare fino a nuovi atti.
Il Partito Democratico punta il dito su un documento preciso: l’ordine del giorno del 19 luglio 2021. In quella data il Consiglio comunale aveva chiesto di trovare una soluzione amichevole per salvare il servizio sociale. L’amministrazione Biondi però ha scelto la linea dura. I punti centrali della polemica riguardano la gestione social con Albano che critica i videomessaggi degli assessori che alimentano gli scontri sul web, l’emergenza freddo perché molte persone sono rimaste all’addiaccio vicino alla Prefettura con temperature rigide e la povertà locale: il problema non riguarda solo i migranti ma anche molti cittadini aquilani in difficoltà. L’assessore all’Urbanistica Francesco De Santis è finito al centro delle critiche per le sue posizioni sulla vicenda. Secondo l’opposizione, queste dichiarazioni creano odio e non risolvono l’emergenza umanitaria.
La richiesta di Albano è chiara: convocare subito una conferenza dei capigruppo. Devono partecipare il sindaco, l’assessore alle Politiche sociali Manuela Tursini, i dirigenti comunali e i responsabili della Fraterna Tau. L’obiettivo è capire quali misure concrete il Comune voglia adottare. A detta di Stefano Albano, non si può gestire l’ordine pubblico e la solidarietà con i post su Facebook, serve un piano per chi non ha una casa e per chi vive sotto la soglia di povertà. Secondo Albano, la demolizione della mensa di Celestino aggraverebbe una situazione già critica.
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