12 Gennaio 2026 - 15:51:47

di Martina Colabianchi

Prosegue in Abruzzo il percorso di rinnovamento del trasporto pubblico locale con l’entrata in servizio di 40 nuovi autobus alimentati a metano (CNG – gas naturale compresso), già operativi su diverse linee urbane ed extraurbane della regione.

L’immissione dei nuovi mezzi, fa sapere la società, non costituisce un’azione isolata, ma rappresenta un ulteriore passo di un piano organico di rinnovo che, nel tempo, ha consentito di garantire standard sempre più omogenei di affidabilità, sicurezza e sostenibilità ambientale sull’intero territorio regionale, rafforzando il sistema del trasporto pubblico nel suo complesso.

Grazie alla continuità degli investimenti, l’età media del parco autobus Tua si attesta oggi intorno agli 8 anni, un valore inferiore alla media nazionale, che per il trasporto pubblico locale si colloca generalmente tra 11 e 12 anni.

La distribuzione dei 40 nuovi autobus è stata definita sulla base di criteri tecnici e operativi, coerenti con il piano complessivo di rinnovo della flotta e con le esigenze dei diversi bacini di utenza, nel rispetto di un principio di equità territoriale che accompagna l’evoluzione dei servizi nei contesti urbani ed extraurbani.

La distribuzione complessiva dei mezzi sul territorio regionale è la seguente:

  • 12 autobus a Giulianova;
  • 4 autobus a Lanciano;
  • 6 autobus ad Avezzano;
  • 8 autobus a Sulmona;
  • 3 autobus sull’asse Pescara – Penne;
  • 7 autobus sulle linee extraurbane di Pescara.
    L’operazione contribuisce a rafforzare progressivamente l’offerta di trasporto pubblico
    regionale, migliorando sicurezza, comfort e affidabilità dei servizi, in un quadro di crescita
    coerente e continuativa del sistema.

«L’entrata in servizio di questi 40 nuovi autobus rappresenta un ulteriore passaggio di un percorso avviato da anni, che ha consentito alla Regione Abruzzo di rinnovare progressivamente il parco mezzi del trasporto pubblico locale – ha dichiarato l’assessore regionale ai Trasporti Umberto D’Annuntiis -. Ribadisco che si tratta di interventi che rafforzano il sistema nel suo complesso, inserendosi in un piano organico di investimenti che procede per fasi successive su scala regionale».

«Questi interventi vanno nella direzione di consolidare e migliorare l’offerta di trasporto pubblico, garantendo continuità dei servizi, affidabilità dei collegamenti e standard qualitativi omogenei. Tutti i servizi continueranno a essere regolarmente assicurati, mantenendo invariati orari, frequenze e canali di vendita».

«Il trasporto pubblico regionale – prosegue D’Annuntiis – rimane un servizio, organizzato e gestito come trasporto pubblico locale, e gli investimenti messi in campo sono finalizzati a renderlo sempre più moderno, sostenibile ed efficiente, a beneficio dei cittadini e dei territori».

«Anche sotto il profilo organizzativo – aggiunge l’assessore – gli interventi si inseriscono in un quadro di rafforzamento complessivo del sistema, con particolare attenzione alla valorizzazione del personale, che resta pienamente parte integrante del servizio e del suo sviluppo».

«L’obiettivo – conclude Umberto D’Annuntiis – è continuare a far crescere il trasporto pubblico abruzzese, migliorandone nel tempo qualità, sostenibilità e affidabilità, nel segno dell’equità territoriale e della continuità dei servizi».

Dal punto di vista ambientale, i nuovi autobus a metano assicurerebbero una significativa riduzione delle emissioni rispetto ai mezzi di precedente generazione, con livelli complessivi al di sotto della media nazionale, contribuendo al miglioramento della qualità dell’aria e alla riduzione dell’impatto ambientale del sistema di mobilità regionale.

Tuttavia, la positiva valutazione dei mezzi a metano apre interrogativi sull’effettivo impatto climatico di questa scelta.

«Il metano – ha spiegato il professore ordinario di Fisica dell’Atmosfera e Climatologia dell’Università d’Annunzio di Chieti-Pescara, Piero Di Carlose emesso in atmosfera contribuisce al cambiamento climatico e, se si calcola il suo potenziale di riscaldamento globale (GWP), che tiene conto della concentrazione, della forzante radiativa e della permanenza in atmosfera, il metano su 25 anni ha un GWP 72 volte maggiore dell’anidride carbonica, su 100 anni 25 volte maggiore e su 500 anni 8 volte maggiore».

Pur producendo meno emissioni allo scarico rispetto ai carburanti tradizionali, il metano contribuisce anche alla formazione di inquinanti secondari come ozono e particolato atmosferico, elementi che incidono sulla qualità dell’aria, soprattutto nei contesti urbani.

Secondo l’esperto, il nodo centrale resta la mancanza di una visione integrata: «Trasporto pubblico, mobilità elettrica e pianificazione urbana dovrebbero procedere insieme. Interventi scollegati, o addirittura regressivi, rischiano di svuotare di significato gli impegni climatici dichiarati».