12 Gennaio 2026 - 18:23:06
di Martina Colabianchi
Proseguono i lavori della Commissione Montagna della Conferenza delle Regioni per avanzare una controproposta di classificazione dei comuni montani, diversa da quella presentata dal ministro per gli Affari regionali e le Autonomie che puntava a razionalizzare gli elenchi introducendo nuovi criteri e a ridurre significativamente il numero degli oltre 4.000 comuni oggi considerati montani.
Aveva generato numerose polemiche il testo a firma Roberto Calderoli che produce effetti di riordino e razionalizzazione del sistema di classificazione che alcune Regioni valutano penalizzante. Tra queste c’è l’Abruzzo, che vedrebbe a rischio più di 50 Comuni che non beneficerebbero più dei contributi statali, come sottolineato da Ali Abruzzo e Uncem negli ultimi giorni del 2025.
La nuova classificazione prevedrebbe un taglio dei fondi a tutti i Comuni collocati al di sotto dei 600 metri di altitudine.
Anche l’assessore Roberto Santangelo era intervenuto sul tema, chiedendo insieme al presidente Marco Marsilio un sistema più equo di criteri e parametri.
Dopo l’apertura del ministro Calderoli a procedere in tempi brevi a una riflessione condivisa – si legge in una nota della Conferenza delle Regioni – le Regioni si sono incontrate a livello tecnico in tre occasioni (il 7, l’8 e il 9 gennaio) per individuare i requisiti più idonei a costruire una nuova classificazione ed evitare effetti negativi per molte aree del Paese, a partire dall’Appennino.
L’incontro politico della Commissione ha discusso gli esiti del lavoro tecnico, tenendo conto delle specificità dei comuni enclave e cluster territoriali, e valutando anche la possibilità di intervenire con deroghe per fronteggiare i casi particolari. Pertanto – viene sottolineato -, in vista di una prossima calendarizzazione in Conferenza Stato-Regioni, la Commissione si è impegnata a informare il Ministro Calderoli sul lavoro svolto e a continuare a operare per una definizione concordata dei criteri.
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