18 Gennaio 2026 - 17:01:57

di Martina Colabianchi

Sono passati nove anni dalla tragedia dell’Hotel Rigopiano di Farindola, travolto e distrutto, il 18 gennaio del 2017, da una valanga che provocò la morte di 29 persone.

Come avviene ormai ogni anno, i parenti delle vittime sono tornati sul luogo della tragedia per commemorare i propri cari.

A rappresentare il Governo è stato il sottosegretario alla Difesa Isabella Rauti. «Continuiamo a ricordare ogni anno le vittime della tragedia di Rigopiano insieme alle loro famiglie ed alle Istituzioni; la memoria dei 29 angeli sia richiamo alla tutela ed alla sicurezza, con la dovuta attenzione anche agli ambienti montani, per rafforzare una cultura responsabile della prevenzione. Difronte a catastrofi naturali, gli assetti dedicati e predisposti devono avere la capacità di reagire in prontezza», ha detto il sottosegretario. «Il Governo partecipa alla cerimonia di commemorazione come sentito gesto di comunione, ribadendo l’impegno ad adottare ed implementare ulteriori misure di prevenzione dei pericoli e di classificazione e mitigazione dei rischi — ha evidenziato la senatrice — seguendo i principi di precauzione ed investendo sulla formazione».

La cerimonia è iniziata alle ore 15 con una fiaccolata fino all’obelisco, cui è seguito l’alzabandiera con il silenzio intonato dalla tromba, con deposizioni di fiori e corone.

Alle 16:15 si è svolta la messa sul luogo della tragedia, con la lettura dei nomi delle 29 vittime e la deposizione di 29 rose bianche. Alle 16:49, orario in cui la valanga raggiunse l’hotel, il coro Pacini di Atri ha intonato il ‘Signore delle Cime’ e 29 palloncini bianchi sono stati liberati in cielo.

«Tornare qui, a distanza di nove anni, significa confrontarsi con una comunità che conserva ancora intatto il proprio dolore — ha dichiarato il presidente di Regione Marco Marsilio, presente alla commemorazione — anche perché questa vicenda continua a non avere una parola fine. Forse tra un mese ci sarà una sentenza e poi un probabile ritorno in Cassazione: è un calvario che non è ancora concluso e che non può che acuire amarezza e dolore per tutto ciò che è accaduto».

Nel suo intervento, il presidente ha voluto ribadire anche l’impegno concreto della Regione Abruzzo nel trarre insegnamento dalla tragedia: «Come Presidente di Regione ho cercato di onorare la memoria di queste vittime facendo ciò che prima non era stato fatto: la pianificazione della carta valanghe, il rafforzamento del sistema di Protezione civile e la creazione dell’Agenzia regionale di Protezione civile. Strumenti fondamentali — ha aggiunto — per avere un sistema più efficiente, capace di reagire alle emergenze con maggiore tempestività, autonomia e poteri di intervento, per essere più pronti ed efficaci nel garantire la sicurezza delle persone. Continueremo ad andare avanti con determinazione su questa strada».

«Rinnovare la memoria di Rigopiano significa non dimenticare chi ha perso la vita e sostenere chi ogni giorno porta con sé il peso della perdita — ha concluso Marsilio — affinché il ricordo delle vittime guidi azioni concrete per la sicurezza e la prevenzione nelle nostre montagne».

Da anni, i parenti delle vittime lottano per avere giustizia per quelle morti che secondo loro potevano, e dovevano, essere evitate.  

Il prossimo 11 febbraio è attesa anche la sentenza dell’appello bis, in corso a Perugia, per la vicenda giudiziaria legata alla tragedia dell’hotel. In primo grado, a Pescara, c’erano state cinque condanne e 25 assoluzioni (30 gli imputati nel processo); in appello, all’Aquila, le condanne erano salite a otto. La Cassazione aveva poi annullato le condanne, riaprendo le posizioni di sei dirigenti regionali. Il pg di Perugia, Paolo Barlucchi, ha chiesto la conferma delle condanne di due dirigenti della Provincia di Pescara, dell’allora sindaco di Farindola e di un tecnico comunale per reati già prescritti secondo la Cassazione. Per il procuratore, però, i termini di prescrizione potrebbero essere rideterminati in aumento, facendo riferimento a quelli previsti per i reati dolosi.

Con il processo di appello bis la vicenda potrebbe comunque non chiudersi definitivamente: la sentenza di Perugia potrebbe essere impugnata e tornare in Cassazione.

Sindaco di Farindola: «Poco o nulla è stato fatto per il tessuto economico e sociale di questo territorio»

«In questi anni molte sono state le parole di vicinanza delle istituzioni, e ne siamo grati, ma lo dico con franchezza: per il tessuto economico e sociale distrutto quel 18 gennaio del 2017, troppo poco o nulla è stato fatto. Attività cessate, famiglie andate via, una ferita che resta aperta». Così il sindaco di Farindola, Luca Labbricciosa, a poche ore dalla commemorazione. Parole forti, a cui seguono precise richieste al Governo.

In primis, avviare un percorso operativo immediato, fondato su una cabina di regia interistituzionale che coinvolga Stato, Regione, Province, Comuni, Parco nazionale e Protezione civile, dotata di un cronoprogramma pubblico e verificabile. Tra le misure indicate figurano gli interventi di rilancio socio-economico, con sostegno alle microimprese, accesso al credito, strumenti fiscali dedicati e politiche attive per il lavoro e la formazione dei giovani.

Il sindaco chiede inoltre la rigenerazione dell’area di Rigopiano, con investimenti su viabilità, micro-infrastrutture, segnaletica e manutenzioni, oltre alla realizzazione di un luogo della memoria “degno e vivo”. Centrale anche la definizione di una strategia di turismo lento e sicuro, basata su sentieristica curata, informazione ai visitatori, sistemi di allerta e qualità dell’accoglienza. Tra le urgenze principali viene indicata la viabilità montana. «Non è accettabile – spiega ancora il sindaco – che ogni autunno e inverno la pedemontana che collega le province di Teramo, Pescara e L’Aquila sia di fatto interdetta».

Al sindaco ha replicato indirettamente, rispondendo ad una domanda della stampa, il sottosegretario Rauti.

«Si sta facendo e si può continuare a fare molto per ricostruire il tessuto sociale ed economico di questa comunità colpita da questa tragedia. Un lavoro che si sviluppa su due livelli – ha spiegato il sottosegretario -: quello istituzionale, fatto di rispetto delle regole, classificazione del rischio e capacità di risposta tempestiva; e quello sociale, che racchiudo in ciò che sta facendo il comitato dei familiari delle vittime, come il Giardino della Memoria inaugurato lo scorso maggio, simbolo di inclusione sociale, di sguardo al futuro e di voglia di rinascita di una comunità che non è stata abbandonata a se stessa, ma che può diventare motore di rilancio per questo territorio».

I messaggi delle istituzioni

La politica, nazionale e regionale, si stringe nel dolore e nel ricordo delle 29 vittime della valanga.

«Una tragedia enorme, che scosse profondamente la nazione e ancora oggi ci addolora. Ai familiari delle vittime giunga la più sentita vicinanza, mia personale e del Senato della Repubblica», ha dichiarato il presidente del Senato Ignazio La Russa.

«Nove anni fa la tragedia di Rigopiano ha colpito duramente il Paese. Una ferita che continua a suscitare dolore e commozione. Nel ricordo di quel dramma, il mio pensiero va oggi alle vittime e, con sincera partecipazione, ai loro familiari, ai quali rinnovo la mia vicinanza», così il presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana.

«Il ricordo della tragedia di Rigopiano è ancora profondamente inciso nella coscienza della nostra comunità e continua a richiamarci, con forza, al senso di responsabilità che deve guidare ogni scelta pubblica. Oggi l’Abruzzo vive un momento di raccoglimento e di sincera vicinanza alle famiglie delle 29 vittime di un evento che ha segnato in modo indelebile la nostra terra», dichiara il senatore di Fratelli d’Italia Guido Liris, sottolineando come «quanto accaduto a Rigopiano abbia imposto a tutti una riflessione profonda e non eludibile sul tema della sicurezza in montagna e sulla necessità di una gestione sempre più consapevole e responsabile del territorio».

«Valorizzare le aree interne e montane – prosegue Liris – significa coniugare sviluppo, tutela ambientale e sicurezza, riducendo al minimo i rischi attraverso investimenti mirati in prevenzione, pianificazione e informazione. La montagna è una risorsa straordinaria, ma richiede attenzione costante, competenza e scelte lungimiranti».

«A nove anni dalla tragedia di Rigopiano, il ricordo di quel drammatico evento resta indelebile nel cuore dell’Abruzzo e dell’Italia intera – così il deputato della Lega Alberto Bagnai -. Il passare del tempo non affievolisce il dolore per le vite spezzate, né la commozione per una ferita ancora aperta nel territorio. La Lega è vicina da sempre a questa terra e non dimentichiamo l’impegno di Matteo Salvini che, da ministro dell’Interno, si adoperò concretamente per i risarcimenti ai familiari delle vittime e ai superstiti del disastro. Molto resta ancora da fare, ma in questa giornata di memoria desidero rinnovare la mia più sincera e profonda vicinanza a tutta la comunità abruzzese, che con dignità e forza continua a onorare il ricordo dei propri cari».

«Un omaggio alle vittime, una vicinanza affettuosa ai loro familiari e una testimonianza della ferma volontà affinché tragedie simili non abbiano mai più a ripetersi». Con questi sentimenti il direttore dell’Agenzia regionale di Protezione Civile, Maurizio Scelli, ha partecipato oggi, di propria iniziativa, a Rigopiano alla celebrazione del nono anniversario della tragedia.

Rispondendo ad una giornalista, Scelli ha ricordato che tra le vittime della valanga c’era anche un volontario della Croce Rossa, Gabriele D’Angelo, che conosceva l’emergenza, era stato un eroe all’Aquila e che sapeva di cosa ci fosse bisogno. «Se fosse stato più ascoltato, forse la tragedia avrebbe potuto avere un esito diverso».

«Se ci fosse meno burocrazia e più senso di responsabilità, più cuore e meno egoismo nella paura di fare ciò che va fatto — ha concluso — probabilmente oggi non saremmo qui a piangere i nostri morti».

«Nel giorno del ricordo della strage di Rigopiano, il Partito Democratico dell’Abruzzo si stringe con rispetto e profonda vicinanza alle famiglie delle vittime, alle comunità colpite e a tutti coloro che portano ancora il peso di quella tragedia», dichiara Daniele Marinelli, segretario regionale del Partito Democratico Abruzzo.

«Quel 18 gennaio 2017 una valanga ha cancellato 29 vite e segnato per sempre la coscienza della nostra regione e del Paese intero. Rigopiano non è e non sarà mai soltanto il nome di una immane tragedia, ma il simbolo di una ferita aperta, di un dolore che non si attenua con il passare del tempo e che continua a interrogare le istituzioni sul valore della prevenzione, della responsabilità e della tutela delle persone – sottolinea il segretario Pd – . Ricordare oggi Rigopiano significa non voltarsi dall’altra parte. Significa ribadire che la memoria è un dovere civile e che la verità e la giustizia sono esigenze irrinunciabili per le famiglie delle vittime e per l’intera collettività. Significa anche rinnovare con forza l’impegno affinché simili tragedie non abbiano mai più a ripetersi. A nome del Partito Democratico abruzzese rinnovo un pensiero a chi ha perso un affetto, una vita, un futuro. La loro memoria resta affidata anche alla nostra capacità di essere istituzioni responsabili, attente, all’altezza del dolore che abbiamo il dovere di ascoltare, accogliere e non dimenticare».