19 Gennaio 2026 - 10:13:58

di Marianna Galeota

«L’Abruzzo è la nuova destinazione del lusso per le vacanze 2026. Tra cieli stellati, treni lenti e una natura autentica, senza paragoni, la nostra regione entra nel radar del turismo luxury internazionale, come hanno certificato il Global Wellness Institute statunitense e l’ultimi festival del turismo di lusso di Cannes».

A darne notizia è il presidente Confcommercio AbruzzoGiammarco Giovannelli, che spiega come «il futuro del turismo abruzzese sia nella qualità dell’accoglienza pubblica e privata, dei servizi turistici offerti, anche pubblici, in una logica di sostenibilità e di crescita del prodotto. La cultura e l’ambizione aziendale di livello, dal punto di vista culturale e imprenditoriale, possono fare la differenza».

Secondo il Global Wellness Institute statunitense «il turismo di lusso, nel 2026, raggiunge uno standard diverso dal semplice scintillio e dalle mete patinate: la destinazione luxury del nuovo anno è l’Abruzzo e motivi per cui la regione è riuscita a conquistare questo titolo sono tanti».

«Mentre il Mediterraneo si prepara a estati sempre più lunghe e arroventate, mentre le grandi capitali del turismo di alta gamma iniziano a soffrire di sovraesposizione – evidenzia Giovannelli analizzando i dati del Global Wellness Institute – una parte del pubblico più facoltoso sposta lo sguardo e cerca luoghi insoliti ma splendidi da stupire. L’Abruzzo compare, così, come possibilità concreta. Una regione ancora poco intaccata dai flussi, con una densità di natura rara in Europa: parchi nazionali estesi, montagne vere, altipiani, laghi interni, borghi che la sera si spengono davvero. Sono tanti i motivi per cui l’Abruzzo viene considerato una nuova meta esclusiva. Il nuovo viaggiatore luxury non chiede più di accumulare esperienze, ma di abitarle: treni lenti invece di voli rapidi, tragitti che fanno parte del viaggio. La lentezza, da limite, si trasforma in privilegio.  Lontano dall’inquinamento luminoso e dalle folle, l’Abruzzo, con le sue aree interne e le sue altitudini, entra naturalmente in questa geografia selettiva».

Il Global Wellness Institute cita, a favore dell’Abruzzo come nuova destinazione delle vacanze di lusso, l’elemento dell’acqua: non piscine scenografiche, ma fiumi, sorgenti, laghi di montagna. L’Abruzzo viene letto come alternativa più ruvida, meno addomesticata: una terra che non ha ancora standardizzato l’esperienza.

«E questo, oggi, è un vantaggio competitivo enorme – evidenzia Giovannelli – c’è un altro elemento che rende l’Abruzzo coerente con i trend luxury del 2026: il suono. O meglio, la sua assenza. I cosiddetti “santuari sonori” sono sempre più ricercati: luoghi dove il paesaggio acustico diventa esperienza. Campane che segnano il tempo, vento tra gli alberi, acqua che scorre. Anche il silenzio, quello vero, non progettato. Gli operatori dell’alta gamma parlano sempre più spesso di “territori vergini”. Un’espressione delicata, ma efficace per spiegare cosa cercano oggi molti clienti: luoghi dove l’esperienza non sia già stata confezionata. Dove non tutto sia pronto per essere consumato, ma serve un minimo di adattamento, di ascolto».

Alla luce del risultato raggiunto, il presidente di Confcommercio Abruzzo, ribadisce la necessità «di una programmazione territoriale pubblico- privata, che si rende sempre più indispensabile per il miglioramento dell’accoglienza, dei servizi e dei luoghi di accoglienza e di soggiorno. L’obiettivo di “Abruzzo luxury” è molto ambizioso. C’è molto da fare ancora, ma avere questi segnali da stakeholder internazionali che descrivono l’Abruzzo come meta privilegiata di lusso è una grande opportunità. Sicuramente, con la nascita dell’Its Abruzzo turismo e cultura daremo un’ulteriore svolta alle professionalizzazioni dei profili indispensabili all’economia turistica abruzzese»