20 Gennaio 2026 - 16:43:35

di Martina Colabianchi

Con l’entrata nel vivo della campagna elettorale in vista del referendum di marzo, è nato il comitato regionale “Società civile per il No al referendum costituzionale“, presentato ufficialmente nella sala commissioni del Comune di Pescara.

Del comitato fanno parte Ali, Arci, Anpi, Attac Italia, Auser, Cdc, Cgil, Difendiamo la Costituzione, Federconsumatori, H2O, Legambiente, Libera, Libertà e Giustizia, Pax Christi, Sunia, Udu e Uds.

La posizione espressa è netta: «Questa riforma della giustizia non risolve nessuno dei problemi reali del sistema giudiziario, ma colpisce l’autonomia della magistratura a vantaggio della politica».

Secondo il comitato, la riforma «non migliora l’efficienza né la qualità della giustizia: non aumenta il numero dei magistrati, non rafforza gli organici del personale amministrativo, non riduce i tempi dei processi e non interviene sull’organizzazione complessiva del sistema giudiziario. Una legge che, dunque, non risponde ai bisogni dei cittadini, ma introduce un arretramento sul piano delle garanzie democratiche».

Nel corso della conferenza stampa è stato illustrato il percorso che porterà il comitato a impegnarsi nelle prossime settimane in un’attività capillare di informazione e sensibilizzazione. «Lavoreremo insieme – spiegano i promotori – per fornire ai cittadini tutti gli elementi necessari a comprendere il contenuto della riforma e la necessità di bocciarla votando No».

«Il referendum sulla giustizia non riguarda una presunta riforma tecnica del sistema giudiziario, ma il futuro dell’equilibrio democratico del Paese – dicono – Sono i cittadini ad avere il maggiore interesse a essere garantiti da una magistratura autonoma e indipendente da ogni potere, a partire dal Governo pro tempore. L’indipendenza della magistratura non è un privilegio corporativo, ma una garanzia di uguaglianza davanti alla legge».

«Per noi – sottolinea ancora il comitato – il referendum riguarda la salvaguardia dei principi fondamentali della Costituzione, a partire dall’autogoverno della magistratura e dalla separazione dei poteri, pilastri essenziali dello Stato di diritto. È una battaglia che riguarda tutti, non solo gli addetti ai lavori, e che richiede un impegno ampio e consapevole della società civile».

Nelle prossime settimane il comitato regionale Società civile per il No al referendum costituzionale promuoverà incontri pubblici, iniziative territoriali e momenti di confronto per «spiegare perché questa riforma non va nella direzione di una giustizia più efficiente e più giusta, ma rappresenta un pericoloso arretramento sul piano costituzionale».