20 Gennaio 2026 - 15:56:48

di Martina Colabianchi

Anche per il 2025 la sanità abruzzese registra un ingente disavanzo di 98 milioni di euro.

È quanto emerso dai dati illustrati in commissione Sanità dall’assessore Nicoletta Verì, che però ha rassicurato: «Sarebbe lo scenario peggiore, pensiamo sarà inferiore. La cifra certa sarà disponibile alla fine del mese di marzo».

«Un buco enorme, che conferma punto per punto ciò che denunciamo da mesi e che purtroppo non si discosta in modo significativo dai 103 milioni di deficit del 2024. Se quanto affermato dall’assessora Verì fosse vero, dovremmo crederle sulla parola. Ma l’esperienza di questi anni ci impone prudenza: troppe volte i numeri annunciati dalla Giunta sono stati clamorosamente smentiti dai fatti, come dimostra la certificazione definitiva della Corte dei Conti. Ogni volta le risposte sono le stesse: “non è vero”, per passare, com’è accaduto a “sono dati vecchi”», così il segretario regionale del Pd Abruzzo Daniele Marinelli, con Silvio Paolucci, Capogruppo Pd Consiglio regionale e i consiglieri Antonio Di Marco, Antonio Blasioli, Sandro Mariani, Dino Pepe e Pierpaolo Pietrucci.

Ad accendere il dibattito politico sulla sanità era stata lunedì la relazione presentata dalla Corte dei Conti in Parlamento sui servizi sanitari territoriali nel triennio 2022-2024, che di fatto certifica l’Abruzzo come l’unica Regione in piano di rientro che registra un peggioramento costante dei conti sanitari. Verì aveva precisato che si tratta di dati vecchi e precedenti all’ultimo tavolo di monitoraggio di luglio che aveva certificato un disavanzo in diminuzione. «Peccato che proprio su quei dati la destra abbia deciso nuovi tagli e nuove tasse a carico degli abruzzesi», hanno però commentato i consiglieri Pd.

«Ricordiamo bene cosa è accaduto nel 2024: si parlava di un disavanzo da circa 20 milioni e ci siamo ritrovati con oltre cinque volte tanto. È legittimo, dunque, temere che anche questa volta il quadro reale sia ben peggiore di quello raccontato oggi», reclamano gli esponenti dem.

Una scadenza importante attende, inoltre, la sanità abruzzese. Tra dieci giorni, la Regione dovrà presentare al Governo un programma operativo in cui sarà messo nero su bianco come l’ente intenda procedere per arrivare a colmare il disavanzo accumulato dal suo sistema sanitario.

Per i dem, sul documento vigerebbe un «totale oscuramento» del Consiglio regionale. «Un documento che conterrà prescrizioni vincolanti e che la Regione sarà obbligata ad accettare, ma che ad oggi non è stato condiviso, discusso né illustrato a chi rappresenta democraticamente i cittadini abruzzesi. Parliamo del primo vero programma dell’era Marsilio, dopo quasi otto anni di governo in cui la destra non è stata capace di approvarne nemmeno uno. Ora, improvvisamente, si pretende di licenziarlo in pochi giorni, lasciando il Consiglio all’oscuro, nonostante la sanità sia una materia che riguarda tutti e che, per Statuto e per buon senso, dovrebbe prevedere scelte trasparenti e condivise», concludono.

«La Corte dei Conti – ha detto anche Francesco Taglieri, consigliere regionale M5S conferma ciò che denunciamo da tempo, e cioè che il disastro dei conti e dei servizi sanitari è il risultato di scelte politiche precise. Oggi, però, il tema non è più soltanto il passato, ma l’assenza totale di una visione credibile per il futuro. Il Piano operativo sanitario, con risorse che già conosciamo e che sappiamo essere limitate, riguarda tutti, maggioranza e opposizione. Senza scelte coraggiose e strutturali, gli abruzzesi continueranno a pagare più tasse per una sanità destinata a peggiorare».

Nel corso della commissione, inoltre, l’assessore Verì ha fatto il punto sul riparto definitivo tra le Asl «di 2 miliardi 709 milioni di euro, su un totale di 2 miliardi 803 milioni di euro, che rappresenta la quota di Fondo sanitario nazionale assegnata all’Abruzzo, mentre continua la battaglia per ottenere maggiori risorse dal Governo centrale  puntando sulla disomogeneità dei nostri territori».