20 Gennaio 2026 - 10:03:17

di Beatrice Tomassi

Si è aperto sotto il segno della creatività, della formazione e del pensiero critico il nuovo anno accademico dell’Accademia di Belle Arti dell’Aquila, che ha scelto di inaugurare le attività ospitando una delle voci più autorevoli e riconoscibili della cultura visiva contemporanea: il fumettista Altan.

Un incontro che ha parlato soprattutto agli studenti, chiamati a riflettere sul ruolo dell’arte e della satira come strumenti per osservare e interpretare la realtà.

Dialogando con il fumettista e docente Maicol Rocchetti, Altan ha ripercorso la sua carriera che ha attraversato e attraversa ancora decenni di storia culturale italiana, dagli anni della collaborazione con la rivista Linus e la creazione del celebre metalmeccanico Cipputi, fino ad uno dei personaggi più amati di sempre: la Pimpa, capace di attraversare generazioni con intatta forza immaginativa.

Ora continua ad osservare e raccontare il mondo con uno sguardo lucido, ironico e profondamente umano.

«La satira è un vecchio mestiere che si fa da sempre e dipende molto da ciò che c’è intorno da dove è il potere, da come si muove e da cosa succede. Non sono bei tempi, nemmeno per noi che facciamo questo mestiere. In questi tempi i miei personaggi fanno fatica a parlare perché c’è una confusione,  una violenza generale, una mancanza di regole credo mai vista per noi che siamo nati alla fine della vecchia guerra mondiale. – ha commentato Altan – Il disegno, però, può essere ancora come mezzo di lettura critico del mondo».

Un momento di riflessione, che ha ribadito il ruolo dell’Accademia come luogo di formazione ma anche di confronto aperto, capace di parlare ai giovani e alla città, in un anno simbolico per il capoluogo abruzzese.

«Credo che sia un attestato di merito di riconoscenza che il grande artista fa la città dell’Accademia che è un grande calcolatore di arte di bellezza e di cose belle nell’anno in cui L’aquila avrà un ruolo molto importante nella racconto organizzativo della Capitale della cultura 2026», ha commentato il presidente di Abaq Rinaldo Tordera.

Il nuovo anno si apre sotto il segno della crescita: il numero di studenti è in costante aumento, ad oggi sono circa 500 con 169 nuovi iscritti, a cui si aggiungono 38 studenti stranieri e 17 studenti in Erasmus provenienti da Spagna, Turchia, Portogallo, Francia, Lituania e Slovenia.

Inoltre, tra gli appuntamenti più rilevanti dell’anno accademico figura, per la prima volta a L’Aquila, il Premio Nazionale delle Arti, che coinvolgerà circa 500 giovani artisti provenienti da tutte le Accademie statali italiane.

Particolare attenzione sarà rivolta poi al potenziamento delle infrastrutture: con l’ampliamento degli spazi laboratoriali per oltre 1.200 metri quadrati, l’installazione di un braccio robotico per la realizzazione di grandi sculture in pietra e l’apertura di una nuova sede nell’ex convento di Santa Caterina, nel cuore del centro storico.

Nel corso del suo intervento, il sindaco Pierluigi Biondi ha sottolineato il valore strategico dell’Accademia nel contesto cittadino e nel progetto di Capitale italiana della Cultura: «Quando valutiamo l’andamento della città attraverso i numeri, uno dei primi indicatori che osserviamo è quello degli iscritti ai nostri istituti di formazione. L’Accademia di Belle Arti è in questo senso un presidio centrale, grazie alla qualità della proposta formativa che contribuisce a rendere L’Aquila una città attrattiva per chi sceglie di formarsi e vivere qui. Come Capitale italiana della Cultura dobbiamo pensare alle nuove generazioni, creando le condizioni affinché il diritto di restare sia una scelta possibile e non una libertà negata. In questo senso, il contributo dell’Accademia di Belle Arti al programma di Capitale italiana della Cultura è significativo, a partire dal Premio Nazionale delle Arti, che porterà all’Aquila oltre 500 giovani. Sarà un anno intenso ed entusiasmante, da vivere insieme».