Castelli: “Grazie al commissario Fitto l’Europa riconosce il diritto a restare alle popolazioni delle aree interne”

20 Gennaio 2026 - 16:11:32

“L’Unione europea riconosce finalmente il “diritto a restare” alle
popolazioni e soprattutto
a quelle che abitano le aree interne: un segnale forte, di quella nuova
Europa che il
vicepresidente Ue, Commissario Raffaele Fitto, sta contribuendo a far
nascere, dopo
decenni di centralismo e di leadership delle regioni del Nord Europa,
certamente meno
sensibili alla questione”. Il Commissario straordinario per la
ricostruzione e la riparazione
del Centro Italia colpito dal sisma del 2016-2017, senatore Guido
Castelli, ha commentato
così le notizie giunte da Bruxelles, a margine dell’audizione di
Raffaele Fitto nelle
commissioni congiunte Agricoltura (Agri), Bilancio (Budg) e Sviluppo
regionale (Regi) del
Parlamento europeo.
Oltre all’”agenda per le città” la Commissione europea è al lavoro – ha
detto Fitto – “per
presentare altre quattro strategie” che riguarderanno “le isole, le
regioni ultraperiferiche,
le aree di confine orientale e, infine, il diritto a restare, per
affrontare la grande sfida che
abbiamo per la popolazione e per le aree interne”.
“E’ un cambio di strategia nelle politiche di coesione europea – ha
aggiunto il senatore
Castelli – in piena sintonia con il cambio di paradigma per le aree
interne rivendicato in
Italia dalla premier, Giorgia Meloni, attraverso una strategia chiara e
concreta, che investe
in opere e interventi che servono davvero alle imprese, alle famiglie e
ai territori del nostro
Paese. Questa sensibilità rivolta ai territori e alle popolazioni delle
aree interne,
manifestata dal Governo italiano, si sta affermando anche a Bruxelles,
grazie all’impegno
e alla determinazione dei nostri rappresentanti, come il Commissario
Fitto”.
“E’ un ulteriore riconoscimento per l’impegno assunto dalla Struttura
Commissariale che
dirigo da tre anni, grazie alla fiducia attribuitami dal Governo, per la
rinascita del Centro
Italia. Dobbiamo continuare a percorrere questo cammino – continua
Castelli – per ricostruire e rilanciare l’Appennino centrale cogliendo
le opportunità del nuovo quadro
finanziario europeo. Si tratta di occasioni per sostenere quegli sforzi
che mirano ad
assicurare ai cittadini, anche e soprattutto nell’Appennino, il diritto
a restare in un’Italia
più forte, un’Italia più unita e coesa. La scorsa estate abbiamo
contribuito al festival della
“Restanza e della Tornanza” nelle aree del cratere del sisma 2016-2017.
Restare e tornare
sono diritti finalmente riconosciuti a chi non vuole abbandonare le sue
radici e non vuole
essere abbandonato nel percorso di rigenerazione sociale ed economica
del proprio
territorio. In questo contesto, il modello Appennino centrale si candida
a diventare un
riferimento per il necessario aggiornamento delle politiche di coesione,
verso una
governance integrata tra Stato e Regioni che possa essere sempre più
vicina ai bisogni dei
cittadini e delle imprese”