20 Gennaio 2026 - 18:04:02

di Martina Colabianchi

«Evitiamo che nelle pieghe di tanti importanti eventi si affaccino riferimenti reazionari, richiami nostalgicamente parafascisti, messaggi razzisti e di odio che danneggiano il significato più profondo e più bello che L’Aquila deve saper offrire».

È un passaggio di una nota dell’Anpi L’Aquila. Il riferimento è al Festival OFF, evento letterario che apre il fitto calendario di L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026.

L’evento è legato all’estivo “L’Aquila città del libro” ed è organizzato, come questo, dall’associazione aquilana Alchimia d’Inchiostro.

Il Festival OFF ospiterà la presentazione di tre libri “di area”: “Le tre età della fiamma” di Marco Tarchi, “Belle ciao!” di Barbara Saltamartini e “Le vite delle donne contano” di Francesca Totolo. È quest’ultimo titolo quello più “problematico” per alcuni, essendo edito dalla casa editrice Altaforte Edizioni legata al movimento politico CasaPound che, all’interno del suo catalogo, presenta numerosi titoli riconducibili a tematiche neofasciste.

Così l’Anpi aquilana prende posizione, sottolineando che «nel mondo difficile e pericoloso di oggi, in questo “brodo di sangue” come lo ha definito stamane Altan inaugurando l’Anno Accademico dell’Accademia di Belle Arti, servono pensieri, parole e gesti di pace, di inclusione, di rispetto».

Di seguito la nota integrale.

L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026 è un vero orgoglio per tutte e tutti noi.
Ma è soprattutto un importante riconoscimento alla storia, al patrimonio culturale, al tessuto vivace e dinamico degli operatori e dei professionisti del nostro territorio.
Sappiamo che nel senso più profondo, “Cultura” sta a significare, non solo l’insieme di conoscenze, elaborazioni, costumi, talenti e saperi, non solo patrimonio d’arte e creatività, ma anche – forse soprattutto – il complesso di atti e fatti che generano un’identità, insomma la storia, la nostra storia.
L’Aquila, infatti nella sua storia contemporanea può vantare una grande cultura democratica, antifascista, repubblicana che ne ha generato un’intensa vivacità politica e sociale.
Durante, e dopo la guerra, L’Aquila ritrova un profilo nuovo che ne ha segnato il futuro.
Le vicende dei Nove Martiri, delle stragi di Onna e Filetto, l’attività della resistenza partigiana e civile, la nascita nella nostra regione della gloriosa Brigata Maiella rappresentarono la rinascita della nostra città dopo la dittatura del fascismo e l’occupazione nazista, un rinascimento democratico, civile, culturale.
Tra i protagonisti di quel tempo vi furono grandi politici e intellettuali espressione della lotta di Liberazione come Carlo Chiarizia, Angelo Colagrande e Ubaldo Lopardi sindaci dell’Aquila, straordinari rappresentanti del Parlamento Repubblicano come Emidio Lopardi e Maria Agamben Federici attivi nella Resistenza e membri dell’Assemblea Costituente e ancora Lorenzo Natali e Vincenzo Rivera, quest’ultimo tra i firmatari del “Manifesto degli intellettuali antifascisti del 1925” redatto da Benedetto Croce.
Da questo patrimonio di uomini e donne L’Aquila ha trovato linfa ed energie per costruire un patrimonio formidabile di Università, Istituzioni teatrali, musicali e cinematografiche, Accademie, scuole, e poi associazioni e organizzazioni che hanno formato intere generazioni educando al sapere, all’impegno civico, al rispetto umano, al civile confronto politico, a un progresso solidale.
Facciamo che questa nostra storia viva, quest’anno e sempre, nelle celebrazioni dell’Aquila Capitale della Cultura, per valorizzarne gli ideali democratici, rendere merito e giustizia alle personalità chi si batterono per la libertà e in molti casi morirono per essa.
Evitiamo che nelle pieghe di tanti importanti eventi si affaccino riferimenti reazionari, richiami nostalgicamente parafascisti, messaggi razzisti e di odio che danneggiano il significato più profondo e più bello che L’Aquila deve saper offrire.
Nel mondo difficile e pericoloso di oggi, in questo “brodo di sangue” come lo ha definito stamane Altan inaugurando l’Anno Accademico dell’Accademia di Belle Arti, servono pensieri, parole e gesti di pace, di inclusione, di rispetto.