21 Gennaio 2026 - 10:50:42

di Martina Colabianchi

Giovedì 29 gennaio una delegazione di circa dieci allevatori si ritroverà davanti al tribunale dell’Aquila per depositare una denuncia formale contro il Governo italiano e l’Unione Europea, contestando l’introduzione nel mercato comune di prodotti non conformi agli standard comunitari.

L’iniziativa, promossa dal Cospa Abruzzo, avrà un inizio simbolico nella frazione di Tempera, da dove i manifestanti partiranno a piedi percorrendo i marciapiedi della città fino alla sede di via XX Settembre. Ad aiutarli nel trasporto del “pesante” faldone della denuncia ci sarà l’asino Lollo, scelto come emblema della resilienza rurale contro le storture della globalizzazione.

Al centro dell’esposto ci sono le violazioni dei regolamenti europei sulla sicurezza alimentare (CE 178/2002, 1169/2011, 852/2004). Gli allevatori denunciano una disparità inaccettabile: mentre i produttori locali sono obbligati a seguire rigorosi corsi di formazione e restrizioni produttive, le merci provenienti dal Sudamerica entrerebbero in Italia con controlli doganali che coprirebbero appena il 3% del totale. Secondo i promotori, il restante 97% del prodotto importato finisce sulle tavole degli italiani senza adeguate garanzie, configurando un rischio per la salute pubblica che potrebbe richiamare l’articolo 439 del codice penale sull’avvelenamento di sostanze alimentari.

Al centro anche il tema della sostenibilità ambientale e del “Green Deal”, contestando l’inquinamento atmosferico prodotto dai grandi mercantili che consumano fino a 1.500 tonnellate di carburante per raggiungere l’Europa. Gli allevatori ravvedono in questo una violazione dell’articolo 452-bis del codice penale sull’inquinamento ambientale, sottolineando il paradosso di un sistema che penalizza le piccole aziende e le automobili utilitarie mentre delocalizza l’inquinamento su larga scala.

L’atto depositato in Procura punta anche il dito contro il rischio di espropriazione dei terreni agricoli per l’installazione di impianti eolici e fotovoltaici, paventando la scomparsa delle piccole realtà produttive a favore di interessi poco trasparenti.

Nel documento, a firma Dino Rossi (Cospa Abruzzo), si chiede infine alle autorità di predisporre l’ordine pubblico per la giornata della mobilitazione.