22 Gennaio 2026 - 17:42:54
di Marianna Galeota
Sarà finalmente demolito, l’edificio di vi Fonte Preturo, conosciuto in città anche come “palazzo bombardato” che affaccia su via XX Settembre all’altezza del tribunale.
Ad annunciarlo il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, e l’assessore alla Ricostruzione privata, Roberto Tinari che da anni ormai lavora alla delicata questione dell’edificio e che dalla sua pagina di Facebook ha annunciato l’avvio della demolizione a febbraio.
Dopo anni di battaglie legali, tra la ditta cui erano stati affidati inizialmente i lavori di ricostruzione e il condominio, il tribunale civile ha dato il via libera alla demolizione di uno degli edifici che, a distanza di 17 anni dal sisma, mostra ancora in modo evidente i danni del 6 aprile 2009, degrado e abbandono.
Nei mesi scorsi il Consiglio di Stato aveva confermato una sentenza del Tar che aveva già dato via libera alla demolizione.
Nonostante questo, i lavori sono rimasti bloccati per la causa aperta tra il condominio e la ditta cui erano stati affidati i lavori, incarico, questo, poi revocato.
La stessa ditta ha quindi fatto ricorso al Tar e poi al Consiglio di Stato e ora il tribunale civile dovrà decidere sulla revoca della ditta, stabilendo eventuali risarcimenti.
«Il recente pronunciamento dell’autorità giudiziaria – dichiarano congiuntamente il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, e l’assessore alla Ricostruzione privata, Roberto Tinari – consentirà finalmente di avviare la demolizione dell’edificio di via Fonte Preturo, gravemente danneggiato dal sisma del 2009 e rimasto per anni nelle stesse condizioni del post terremoto».
«L’intervento rappresenta un passaggio atteso dalla comunità e necessario per restituire sicurezza, decoro e vivibilità a un’area che da troppo tempo convive con le conseguenze di un immobile ormai in stato di abbandono. La possibilità di procedere con l’abbattimento dell’immobile è un segnale concreto dell’impegno dell’amministrazione nel superare le situazioni più complesse e nel garantire continuità al processo di ricostruzione del nostro territorio», concludono sindaco e assessore.
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