26 Gennaio 2026 - 08:57:58

di Tommaso Cotellessa

«In comunione con Papa Leone XIV e con la Chiesa universale, in questo luogo benedetto che custodisce la memoria del Beato Tommaso da Celano, primo testimone e narratore della vita di San Francesco, io, Giovanni, Vescovo di questa Chiesa dei Marsi, dichiaro aperto nella Diocesi dei Marsi l’Anno di San Francesco per l’VIII Centenario del suo Transito».

Con queste solenni parole S.E.R. Mons. Giovanni Massaro ha inaugurato l’Anno indetto a livello universale per gli ottocento anni dalla morte del Poverello d’Assisi.

La Statio, ovvero il rito di apertura, si è svolta davanti all’ingresso della cappella nel Chiostro, luogo di grande valore storico e simbolico: secondo gli studiosi, proprio qui, mentre San Francesco era ancora in vita e per sua volontà, si insediarono a Tagliacozzo i suoi primi seguaci, allora detti Minoriti. Essi costruirono semplici capanne addossate alla roccia, nei pressi dell’antica chiesetta di Santa Maria extra moenia, cioè fuori le mura, poiché nella prima metà del XIII secolo l’abitato cittadino si estendeva solo fino all’attuale Palazzo ducale, allora palazzo dei de Pontibus.

Fu grazie a Risabella de Pontibus, nobildonna andata in sposa a Napoleone Orsini, che nel 1233 venne edificata una chiesa più ampia, una delle prime al mondo dedicate a San Francesco, appena sette anni dopo la sua morte.

Dal 1516 questa insigne chiesa francescana custodisce le spoglie mortali del Beato Tommaso da Celano, autore della celebre Sequentia Mortuorum “Dies Irae”.

Per tali ragioni storiche e spirituali, la cerimonia celebrata nella fredda e piovosa mattinata della III Domenica del Tempo Ordinario – dedicata alla Parola di Dio e memoria della Conversione di San Paolo – è risultata particolarmente suggestiva, segnando l’apertura dell’Anno giubilare francescano.

Alla celebrazione hanno preso parte i rappresentanti delle famiglie francescane del territorio marsicano: padre Attilio Terenzio per i Frati Conventuali di Tagliacozzo, padre Rocco Ruccolo per i Frati Minori di Celano e padre Emiliano, in adesione spirituale, per l’Ordine dei Cappuccini di Avezzano.

Presenti tra le autorità civili il sindaco di Tagliacozzo Vincenzo Giovagnorio, la presidente del Consiglio comunale Anna Mastroddi, gli assessori Angelo Poggiogalle, Alessia Rubeo e Danilo Iacoboni, la consigliera alla Cultura Alessandra Ricci; il sindaco di Sante Marie Lorenzo Berardinetti e la presidente del Consiglio comunale di Celano Silvia Morelli. Ospite d’eccezione il Garante nazionale dell’Autorità per le persone private della libertà personale, l’avv. Irma Conti, originaria di Tagliacozzo.

Numerose anche le rappresentanze associative: le associazioni francescane del circondario, la Confraternita di Sant’Antonio Abate, la Croce Rossa Italiana, l’Associazione Nazionale Carabinieri in congedo e il Gruppo Alpini.

Al termine della Santa Messa, dopo la magistrale esecuzione del Cantico delle Creature da parte del coro, il Vescovo ha letto la preghiera composta per l’occasione da Papa Leone XIV e ha impartito la benedizione finale con l’insigne reliquia delle ceneri e del saio di San Francesco. Per l’occasione è stato esposto alla venerazione anche il messale del Beato Tommaso da Celano, preziosa opera in pergamena miniata del XIII secolo.

L’intenso e vibrante messaggio di pace e fraternità è stato simbolicamente rischiarato da un limpido raggio di sole, filtrato attraverso lo splendido rosone gotico della chiesa.

«Abbiamo aperto nella nostra Chiesa marsicana questo Anno di San Francesco – ha concluso il Vescovo Massaro – qui, dove il Beato Tommaso da Celano ci ha consegnato il racconto della vita del Poverello, accogliamo l’invito del Santo Padre a riscoprire lo stile di Francesco: una vita semplice, essenziale, aperta alla pace e alla fraternità. Come scrive Papa Leone XIV: “La pace è la somma di tutti i beni di Dio, un dono che scende dall’Alto. È un dono attivo, da accogliere e vivere ogni giorno”. Portiamo nelle nostre case e nelle nostre comunità il saluto che il Signore rivelò a Francesco: “Il Signore ti dia pace”».