27 Gennaio 2026 - 18:12:20
di Tommaso Cotellessa
In Abruzzo il dialetto continua a rappresentare una componente significativa dell’identità linguistica, soprattutto in ambito familiare, pur registrando una progressiva riduzione rispetto al passato. È quanto emerge dal report Istat “L’uso della lingua italiana, dei dialetti e delle lingue straniere”, relativo al 2024.
Secondo i dati, il 10,1% della popolazione abruzzese parla solo o prevalentemente dialetto in famiglia, mentre l’uso esclusivo o prevalente dell’italiano sale all’85% nei rapporti con gli estranei. L’italiano resta la lingua più utilizzata anche con amici e familiari, ma con percentuali più contenute: il 53,1% lo utilizza prevalentemente con gli amici e il 47,2% in famiglia. L’uso esclusivo o prevalente del dialetto riguarda invece l’8,3% dei rapporti tra amici e solo il 2,5% delle interazioni con persone estranee.
Dal confronto territoriale emerge che l’Abruzzo presenta un uso del dialetto superiore alla media nazionale, ma inferiore rispetto ad altre regioni del Mezzogiorno. Fanno eccezione, insieme all’Abruzzo, solo la Sardegna: nel resto del Sud Italia, infatti, oltre la metà della popolazione con più di sei anni utilizza il dialetto in famiglia, in forma esclusiva o alternata all’italiano.
Per quanto riguarda la lingua madre, il 91% degli abruzzesi dichiara l’italiano, mentre l’8,8% indica un’altra lingua. Sul fronte delle lingue straniere, il 68% della popolazione regionale conosce almeno una lingua diversa dall’italiano, ma con competenze generalmente limitate: il 35,8% dichiara un livello sufficiente, il 23,2% un livello scarso e solo il 13,5% un livello ottimo.
L’inglese si conferma la lingua straniera più diffusa anche in Abruzzo, conosciuta dal 55,5% della popolazione, ma solo l’8% dichiara una conoscenza ottima. Seguono il francese, conosciuto dal 34,8% degli abruzzesi – quasi la metà dei quali con competenze scarse – lo spagnolo (13%) e il tedesco (4,3%).
A livello nazionale, l’Istat sottolinea un cambiamento profondo negli ultimi decenni: l’uso esclusivo o prevalente del dialetto in famiglia si è ridotto di oltre due terzi, passando dal 32% del 1988 al 9,6% nel 2024. Parallelamente cresce l’uso esclusivo dell’italiano in tutti i contesti relazionali, che oggi riguarda quasi una persona su due (48,4%), in aumento rispetto al 40,6% del 2015.
Anche la conoscenza delle lingue straniere è in crescita: il 69,5% degli italiani dichiara di conoscerne almeno una, con un aumento di oltre nove punti percentuali rispetto al 2015. Tuttavia, i livelli di competenza restano complessivamente bassi: oltre la metà della popolazione (56,2%) dichiara una conoscenza al massimo sufficiente della lingua straniera che padroneggia meglio.
Un quadro che restituisce l’immagine di un Paese, e di una regione come l’Abruzzo, sempre più orientati verso l’italiano come lingua principale, ma ancora legati alle tradizioni dialettali e con ampi margini di miglioramento sul fronte delle competenze linguistiche internazionali.
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