GD su diniego del voto ai fuorisede. Gileno: "Pagano espressione della destra spaventata dal voto"
28 Gennaio 2026 - 19:13:33
23 Marzo 2026 da parte della maggioranza di governo è un fatto grave che
limita la partecipazione democratica di milioni di studentesse, studenti
e lavoratrici e lavoratori” affermano i Giovani Democratici
dell’Abruzzo.
“Il Presidente della Commissione Affari Costituzionali che ha respinto
gli emendamenti, l’onorevole abruzzese Nazario Pagano, incarna
perfettamente il volto della destra che governa oggi il Paese, l’Abruzzo
e Pescara: una destra che teme il voto libero, soprattutto quello delle
giovani generazioni, e che preferisce complicare l’accesso alle urne
invece di facilitarlo” attacca il segretario regionale dei GD Saverio
Gileno.
“In un periodo segnato da un astensionismo crescente, il compito della
politica dovrebbe essere quello di allargare la partecipazione, non di
restringerla. Ostacolare il voto fuorisede significa colpire chi studia,
lavora e si forma lontano da casa, oltre 58mila abruzzesi, ed è una
scelta che rivela una chiara paura del giudizio democratico (dovuta
anche da ciò che emerge unanimementeda tutti i sodaggi: il crollo dei sì
e la rapida risalita dei no), affiancata dalla volontà di cambiare la
Costituzione per minare l’autonomia della Magistratura con la Riforma
che sarà oggetto di referendum” continua Francesco Balassone, segretario
provinciale GD dell’Aquila e responsabile dell’organizzazione per il
Referendum Costituzionale.
“Come studente fuorisede a Milano, insieme a decine di migliaia di altri
abruzzesi, sarò costretto a prendere un volo o un treno per tornare a
casa ed esercitare il mio diritto e dovere di cittadino. Diritto che
diventa privilegio se per esercitarlo bisogna affrontare i costi dei
mezzi pubblici alle stelle e modificare gli impegni lavorativi o
accademici, possibilità che in molti non hanno – conclude Leonardo
Quaglia, della Segreteria provinciale di Pescara dei GD – Serve
approvare subito, in Parlamento e in Consiglio Regionale la proposta per
rendere un diritto sempre consentito il voto fuorisede, oltretutto
pratica già sperimentata e altamente fattibile”.
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