29 Gennaio 2026 - 13:12:33
di Martina Colabianchi
«Anziché approvare un nuovo Piano regolatore – che la città aspetta da cinquant’anni – l’amministrazione comunale continua a colpi della cosiddetta urbanistica contrattata in cui a decidere sono i privati nel ‘disinteresse’ generale. Eppure l’aspetto più sconcertante della delibera che autorizza l’ennesimo centro commerciale – il quinto nel raggio di un km nella già congestionata Statale 80 – sono le parole che hanno accompagnato la sua presentazione in Commissione da parte dell’assessore Francesco De Santis, secondo il quale ‘L’Aquila è un’isola felice, non esiste il problema centro storico dove hanno chiuso 20 attività ma ne hanno aperto 40 nuove’. Una ‘contabilità’ ragionieristica imposta dalla narrazione voluta dalla macchina della comunicazione del sindaco, che non tiene però conto del fatto che il centro sia ormai appannaggio quasi esclusivamente di attività di somministrazione e perlopiù serali».
Così in una nota i consiglieri comunali Pd Stefano Albano e Stefano Palumbo, componenti della Commissione consiliare Territorio del Comune dell’Aquila «dove è approdata – spiegano – una nuova delibera di rotazione urbanistica per l’area tra via Solaria e la statale 80, a Pettino, che prevede la variazione della destinazione d’uso da area destinata ad attrezzature direzionali a commerciale per consentire la realizzazione di una media struttura di vendita».
I due consiglieri dem si uniscono al coro di preoccupazioni relative ad un nuovo, l’ennesimo, centro commerciale in città.
«Tralasciando il fatto che manca una valutazione basata su dati reali – come ad esempio quale domanda ci sia in quella zona, quali siano le ricadute occupazionali, gli effetti sul traffico e l’impatto sulla viabilità – bisogna ricordare che lo strumento attraverso il quale si disciplina l’utilizzo del suolo, lo sviluppo edilizio e l’assetto del territorio è il Piano regolatore generale”, rilevano Albano e Palumbo, “e all’Aquila è ormai è chiaro che questo compito è demandato ai privati che attraverso continue richieste di variazioni di destinazione d’uso determinano cosa e dove realizzare, con ricadute che evidentemente non hanno nulla a che vedere con l’interesse comune».
«Il Consiglio comunale – continuano – può accordare le variazioni di destinazione ma lo può fare sempre e solo rispetto al perseguimento di un interesse pubblico. Ebbene, secondo la maggioranza di centrodestra, l’interesse della collettività consisterebbe nella concessione pubblica dei parcheggi e nella realizzazione di una rotatoria funzionale solo all’acceso del futuro centro commerciale. Se solo esistesse una minima idea di pianificazione urbanistica, ben sapendo i tanti interventi in realizzazione o in attesa di autorizzazione, sarebbe stata l’amministrazione comunale a dire cosa sarebbe utile per la collettività in quell’area – come ad esempio un impianto sportivo, un grande parco verde, un asilo – e a realizzarlo con la partecipazione dei privati in cambio della concessione urbanistica in deroga al Prg», dicono Albano e Palumbo.
«Vogliamo essere molto chiari – concludono – non condanniamo i privati, che legittimamente avanzano delle proposte, ma questa amministrazione che è totalmente priva di una visione e di programmazione».
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