30 Gennaio 2026 - 11:56:43
di Tommaso Cotellessa
Una vicenda lunga ben 43 anni sembra finalmente avviarsi verso una soluzione. Si tratta dell’annosa questione legata alla realizzazione del carcere “Le Costarelle” dell’Aquila, costruito sui terreni di uso civico di Preturo, che torna al centro dell’attenzione pubblica con un primo, risultato.
Dopo decenni di incertezze, contenziosi e rivendicazioni, è stato infatti raggiunto un traguardo che viene definito storico dagli esponenti dell’Aduc di Preturo. Da decenni l’Amministrazione Divisa Uso Civico denunciava l’occupazione senza titolo dei terreni, una situazione che perdurava dagli anni Ottanta e che, di fatto, non era mai stata sanata.
A ripercorrere i passaggi principali è stato Nello Alfonsetti, vicepresidente dell’Aduc di Preturo: «Dopo 43 anni la questione dei terreni di uso civico su cui sorge il carcere si è più o meno risolta. Un primo passo decisivo è stato fatto, grazie alle sentenze ottenute negli anni. Parliamo della prima parte del procedimento, quella relativa all’occupazione senza titolo, che è stata lunghissima ma finalmente è arrivata alla sua naturale conclusione».
Alfonsetti ha ricordato come già nel maggio dello scorso anno fosse stata annunciata una sentenza favorevole all’Aduc, cui è seguito, nei mesi successivi, il pagamento da parte del Demanio di un primo ristoro economico pari a 1 milione e 200 mila euro. «Questo è l’importo attualmente riconosciuto – ha spiegato – ma il totale da definire è ancora oggetto di valutazioni. Le nostre stime e quelle del Demanio sono differenti e attendiamo ulteriori giudizi di merito per arrivare alla soluzione finale».
Soluzione che, secondo l’Aduc, non può che passare attraverso la demanializzazione delle aree su cui insiste il carcere. «Non abbiamo mai chiesto l’abbattimento della struttura – ha chiarito Alfonsetti – pur se la sentenza prevedeva la restituzione dei terreni. Abbiamo sempre lavorato per una soluzione equilibrata che tenesse conto della presenza di un’opera pubblica importante per il territorio, anche in termini occupazionali».
Soddisfazione è stata espressa anche dall’avvocato Rodolfo Ludovici, che ha seguito la vicenda sul piano legale, e dalla consigliera dell’ADUC di Preturo Valentina Di Nardo: «Siamo riusciti a ottenere il risultato sperato, facendo valere i diritti dei cittadini di Preturo e di tutte le sue frazioni. Senza esagerare, si tratta di un caso unico in Italia. Neanche noi pensavamo di riuscire a ottenere un risarcimento di questa portata».
«Il problema è molto semplice: è un’occupazione di una proprietà collettiva da parte della pubblica amministrazione – ha spiegato, entrando nella questione, l’avvocato Ludovici -. L’unica originalità in questo caso è che invece di essere un proprietario individuale, era una collettività. Questa cosa credo che abbia impressionato un pochino il Tar perché ci abbiamo messo 40 anni, mentre un privato che vede occupata la sua proprietà nel ragionevole lasso di un anno o un anno e mezzo riesce. Noi ci abbiamo messo 40 anni, naturalmente con un aumento di spese molto rilevante».
«Una cosa sintomatica è che l’Agenzia del demanio – ha continuato – condannata a pagare una somma determinata e certa da un tribunale, con sentenza passata in giudicato, ha dovuto far fare l’esecuzione. Cioè non ha pagato volontariamente, ma ha obbligato l’Amministrazione separata di Preturo a fare azione di esecuzione davanti al giudice esecutivo per avere questi soldi».
Di Nardo spiega che i soldi sono dovuti all’occupazione temporanea, ma che resta invece ancora insoluta la questione della proprietà del terreno. «L’Agenzia del demanio – ha detto – dopo 42 anni e dopo aver pagato una somma abbastanza ingente, si trova ancora costretta a scegliere tra demolire o pagare la proprietà del terreno. È un amministrazione molto poco efficiente».
L’avvocato infine ha sottolineato come le risorse ottenute garantiranno stabilità finanziaria all’ente per i prossimi decenni: «Questo risultato ci permetterà di portare avanti i progetti già avviati e di migliorarli ulteriormente. Penso al Pulminotaxi gratuito per le persone in difficoltà, allo scavo archeologico del castello di Preturo, o ai 50 orti sociali che intendiamo ampliare».
Infine, il ringraziamento: «A nome di tutti i cittadini di Preturo e delle sue frazioni – ha concluso – voglio ringraziare il presidente Antonio Nardantonio, l’avvocato Ludovici e Nello Alfonsetti, che si sono dedicati completamente al raggiungimento di questo storico risultato».
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