30 Gennaio 2026 - 10:52:35

di Tommaso Cotellessa

Il fenomeno della desertificazione bancaria avanza in maniera costante lungo l’intera Penisola, penalizzando soprattutto le fasce più fragili della popolazione e le aree interne del Paese.

Se Marche (-4,3%), Toscana (-3,5%), Calabria e Veneto (-3,2%) risultano le regioni maggiormente colpite dai tagli agli sportelli fisici, anche per l’Abruzzo la situazione è tutt’altro che positiva. Nella regione dei parchi, infatti, l’incidenza dei comuni privi di sportelli bancari raggiunge il 61,3%, un dato che colloca l’Abruzzo subito dopo Molise (83,8%), Calabria (74,5%), Valle d’Aosta (74,3%) e Piemonte (65,8%).

In termini concreti, sei comuni abruzzesi su dieci non dispongono più di uno sportello bancario, una condizione che genera forti criticità sia per il tessuto produttivo locale – composto in larga parte da micro e piccole imprese – sia per le fasce più vulnerabili della società, come anziani e cittadini con minore dimestichezza con i servizi digitali.

Il fenomeno, tuttavia, non riguarda esclusivamente le aree interne. Analizzando l’evoluzione dal 2021 al 31 dicembre 2025, emerge come la percentuale di chiusure nelle due principali città italiane, Roma (-14%) e Milano (-16,1%), sia addirittura superiore alla media nazionale (-11,6%), a dimostrazione di una riorganizzazione strutturale del sistema bancario.

Secondo il segretario generale di First Cisl, Riccardo Colombani, «sui territori restano spesso da sole le banche di prossimità, punto di riferimento delle famiglie e soprattutto delle micro imprese, mentre le grandi banche si orientano sempre più verso il business del risparmio e la gestione della ricchezza delle famiglie abbienti». In questo contesto, un ruolo centrale è svolto dal credito cooperativo a mutualità prevalente, che detiene complessivamente il 21,4% del totale degli sportelli bancari.

Colombani sottolinea inoltre come la digitalizzazione non giustifichi la chiusura della rete fisica: nel 2025 l’utilizzo dell’internet banking in Italia, pur in crescita, resta significativamente inferiore alla media europea. I dati francesi sono emblematici: il 78,3% della popolazione utilizza i servizi bancari online, contro il 56,4% degli italiani, pur mantenendo una rete di sportelli molto più capillare.

La nuova ondata di chiusure ha infine modificato anche la classifica della presenza territoriale dei gruppi bancari: il Gruppo Iccrea è ora al primo posto, superando Intesa Sanpaolo, seguita a breve distanza da Unicredit. Un segnale ulteriore di come il sistema bancario italiano stia cambiando volto, con effetti sempre più evidenti sui territori e sulle comunità locali.